La personalità maniacale

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La personalità maniacale

A cura del Dottor Riccardo Coco Psicologo – Psicoterapeuta

Dottor Riccardo Coco
Psicologo – Psicoterapeuta

Come tutti i Disturbi di Personalità anche questo è “pervasivo” ed “egosintonico”: pervasivo perché i tratti di personalità disfunzionali che lo caratterizzano si manifestano in ogni aspetto della vita del soggetto: gli affetti, il lavoro, la vita sociale, etc. Egosintonico perché la persona interessata da questo disturbo non sente di avere un problema, non ne soffre e non cerca aiuto.

Se lo fa è o perché spinto dai familiari o per i disturbi associati al disturbo di personalità: cioè per problemi di depressione, abuso di sostanze, disturbi alimentari, comportamenti compulsivi, aggressività incontrollabile, disturbi d’ansia, etc. La caratteristica centrale della personalità maniacale è quella di essere orientata sul fare e nella difficoltà a stare.

Se si dovessero fermare sarebbero, infatti, invasi dalla depressione che rifuggono in tutti i modi. Un’immagine che può rendere bene il senso della difesa maniacale è quella della persona che sta affogando e si sente tirata giù ed allora per cercare di stare a galla si muove continuamente e freneticamente. Le personalità maniacali hanno invero un’organizzazione depressiva di personalità, “mascherata” e neutralizzata dalle difese del diniego (negazione) e dell’acting out (tradurre impulsivamente in azioni gli stati affettivi, così da non “sentirli” e “pensarli”).

Poiché molte persone che mantengono un certo grado di maniacalità soffrono di saltuari episodi in cui le difese del diniego e dell’acting out falliscono e la depressione sale in superficie, sono stati definiti “ciclotimici”. Ma attenzione: non si deve confondere “il Disturbo Maniacale di Personalità” (definito da difese caratteriali e che può essere affrontato con la sola psicoterapia) con la “Mania”, intesa come disturbo dell’umore (una condizione che deve essere trattata anche con gli psicofarmaci). Nelle manifestazioni comportamentali il maniacale è l’opposto, punto per punto, del depresso: è allegro, energico, autoaffermativo e brillante.

Fa progetti grandiosi, ha un pensiero rapido, può non mangiare e non dormire. Sembra costantemente “su” … fino però all’inevitabile esaurimento! Poiché non riesce letteralmente a rallentare, può essere molto attratto da droghe ed alcol, che deprimono il sistema nervoso centrale. Queste persone hanno un’energia notevole, prontezza intellettuale e fascino, ma, spesso, le loro relazioni con gli altri sono superficiali a causa di un’inconscia paura del legame (un attaccamento profondo evoca la minaccia di una perdita traumatica). Le persone a loro vicine si lamentato per la loro tendenza a trasformare in scherzo ogni questione seria, il che li rende difficilmente avvicinabili a livello intimo.

Quando un affetto negativo emerge, esso non si manifesta come tristezza, dispiacere, delusione, etc. ma come rabbia, a volte nella forma di episodi improvvisi ed incontrollabili. Come per i depressivi anche loro sono organizzati nell’“oralità”: possono parlare senza fermarsi, bere smodatamente, mordersi le unghie, masticare gomma, fumare, mordicchiarsi le labbra, etc. La loro esagerata motilità suggerisce una notevole angoscia, nonostante un umore spesso alto (che tuttavia instilla nei conoscenti una certa vaga sensazione di instabilità più che di serenità). Mentre la felicità è una condizione normale per il maniacale, una tranquilla serenità può essere uno stato emotivo del tutto estraneo alla sua esperienza.

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