“Genitori incivili che parcheggiano sulle strisce o in doppia fila davanti alla scuola Melone”

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Il direttore didattico Riccardo Agresti

Parole molto incisive sono giunte dal professor Riccardo Agresti, preside della scuola Melone, in merito alla sosta selvaggia da parte dei genitori degli alunni davanti al plesso di Ladispoli. Ecco le parole del dirigente scolastico pubblica sui social. “Ci sono modi per prevedere se i figli andranno bene a scuola o meno? Ci sono modi per sapere se i figli avranno problemi con la giustizia? Se alla seconda domanda non posso avere risposte certe, ma solo forti sospetti, per la prima domanda ho alcuni dati che mi permettono di dare una risposta quasi sicura. Un modo per prevedere se i figli andranno bene a scuola è osservare come si parcheggia la propria auto. Controllando chi siano i proprietari delle auto degli incivili che parcheggiano sulle strisce o in doppia fila, ho infatti potuto verificare che il livello scolastico dei figli di queste persone è bassissimo: si tratta di ragazzi che a stento raggiungono la sufficienza (si tratta di “miracoli” che costantemente fanno le docenti che sono un po’ troppo mamme ma forse meno professioniste), ma il cui livello è chiaramente inferiore alla sufficienza dichiarata dalle valutazioni (credo però certamente superiore a quello dei loro genitori e almeno questa è una buona notizia). Ho voluto avere la controprova di queste osservazioni statistiche ed ho avuto conferma dell’ipotesi. In occasione del viaggio premio per i migliori 100 della Scuola, nonostante ad attendere i ragazzi ci fossero le 100 famiglie, nessuna (ripeto nessuna) loro auto era parcheggiata sulle strisce gialle della fermata dei pullman ed i due pullman donati dalla Seatour hanno potuto fermarsi in tranquillità nello spazio loro dedicato dalla comunità. Tutti sanno che il rispetto delle regole che servono ad un convivere civilmente si impara con l’esempio. C’è fortunatamente un grande parcheggio accanto al palazzo comunale, a pochi metri dalla Scuola, in cui personalmente riesco a parcheggiare comodamente la mia auto in qualsiasi giorno ed a qualsiasi ora. Se la mia mamma fa qualche metro in più per raggiungerlo, perché non ci sono posti vicinissimi alla entrata della scuola e non vuole fermarsi sulle strisce gialle, imparo che le regole del Codice della Strada vanno rispettate; se invece la mia mamma si parcheggia nella zona vietata, riservata ai bus, imparo che del prossimo non me ne deve importare nulla, che io sono il padrone di tutto, che chi rispetta le regole è un fesso ed io sono un furbo. Ovviamente quando sarò grande, memore della bellissima lezione della mia mamma, me ne infischierò di tutto e di tutti perché io sono furbo e gli altri dei falliti. Manterrò questa convinzione per molto tempo, almeno fino a quando non incontrerò uno più “furbo” di me o fino a quando i Carabinieri mi fermeranno perché magari ho guidato ubriaco, magari avrò saltato un posto di blocco e magari avrò tranciato una bambina ad un piccolo di 14 mesi”.