FIUMICINO, AZIENDE AGRICOLE IN AFFANNO

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VIVIAMO FIUMICINO: “IL COMUNE INTERVENGA PER DIFENDERE LE NOSTRE COLTIVAZIONI”

Sono ormai diversi mesi che le aziende agricole del nostro territorio  operano in una situazione di affanno economico, a causa del forte aumento del prezzo dei carburanti e dei rialzi dei costi per le forniture energetiche, indispensabili a garantire il pompaggio dell’acqua per l’irrigazione dei campi e, quindi, per assicurare un continuo apporto idrico alle varie coltivazioni.
Come se non bastasse, a complicare e di molto negli ultimi tempi il lavoro delle imprese agricole, ci sta pensando la forte siccità, un problema che si ripresenta ogni estate, da ormai diversi anni, verso il quale andrebbero studiate misure strutturali e risolutive. Peraltro, anche l’Anbi Lazio, l’associazione dei Consorzi di bonifica ed irrigazione del Lazio, percependo le difficoltà del settore nell’affrontare questo delicato momento storico, ha chiesto alle istituzioni, di intervenire con decisione, affinché vengano intraprese misure idonee alla salvaguardia sia delle imprese operanti nella filiera agricola e di tutti gli operatori coinvolti, che delle stesse coltivazioni. Ricordiamo infatti, che nel nostro territorio si coltivano prodotti di eccellenza, quali le carote di Maccarese, per le quali è in corso il riconoscimento IGP richiesto dalla Maccarese S.p.A., i cocomeri, i meloni “spaccarelli”, ultimamente le mandorle, ma anche carciofi e patate.
In un precedente comunicato, anche il nostro comitato, aveva proposto come misura a sostegno delle imprese agricole, come per quelle legate alla pesca demersale, il riconoscimento del credito d’imposta, per le spese sostenute per l’acquisto dei carburanti. Finora, purtroppo, le risposte sperate dagli imprenditori agricoli, come anche dagli allevatori, questi ultimi fortemente penalizzati per via del basso prezzo loro riconosciuto per la vendita del latte prodotto, non sono arrivate, anzi in questi ultimi giorni, alcuni produttori di carote, si sono visti costretti a distruggere le loro coltivazioni, a causa del fatto che il prezzo di vendita da applicare a questo prodotto, copre a malapena i costi di produzione. Vogliamo in questa sede suggerire al Comune, di farsi promotore di accordi tra le varie associazioni di categoria e federazioni, che rappresentano gli interessi dei produttori agricoli, quali Coldiretti, Confagricoltura, CIA, ANPA, Federagri, e altre,  con i rappresentanti di categoria dell’industria farmaceutica, oltre a quelli impegnati nella produzione di integratori alimentari e con quelli legati alla cosmetica, affinché quei frutti che dà la terra, utili alla realizzazione di farmaci e integratori alimentari da un lato e alla realizzazione di prodotti per il corpo dall’altro, oltre alla vendita  per il consumo, siano utilizzati tramite la creazione di un apposito canale di vendita, appunto per scopi diversi da quello tradizionale.
Pensiamo ad esempio a quei prodotti ricchi di beta-carotene quali la carota, il melone, la patata dolce, la zucca ed ortaggi vari oppure ai prodotti ricchi di antiossidanti naturali, come appunto la carota, il melone, l’anguria, tutti prodotti quindi, ampiamente coltivati nel nostro territorio, che per le loro proprietà, possono essere impiegati, lavorati e trasformati per specifiche produzioni. Vogliamo, inoltre, far presente, in un’ottica di più semplice ed immediata realizzazione, che per incentivare la vendita dei prodotti a Km zero, insieme alle produzioni biologiche che, a nostro avviso, costituiscono la direzione a cui il mercato si sta già orientando, purché i prezzi siano ovviamente ragionevoli e accessibili, occorre creare i presupposti affinché si possa agevolare l’incontro tra produttori e consumatori. A tale scopo, ricordiamo la disponibilità della tensostruttura situata in precedenza all’interno del perimetro dell’ex centrale Enel, smantellata e installata agli inizi di febbraio presso Piazzale Borsellino, su iniziativa dell’Amministrazione, proprio per essere adibita alla vendita di prodotti agricoli locali. Purtroppo, a distanza di mesi, di questo progetto, ancora non si sa nulla, nonostante le criticità del settore, impongano decisioni contingenti, al netto di eventuali misure del Governo a sostegno di un comparto, che tardano comunque ad arrivare. Il nostro territorio, che oltre a vantare una tradizione legata al mare e alla pesca, tanto da rendere Fiumicino, secondo nel Lazio dopo Anzio come flotta pescherecci, ma primo per quantità di pescato, fonda le proprie radici nell’agricoltura e nella coltivazione di prodotti, che proprio per le peculiarità delle nostre località, caratterizzate da terreni di bonifica a tratti sabbiosi, risultano di qualità eccelsa e riconosciuta.
Non è un caso, che lo stemma del Comune di Fiumicino, tra i vari simboli araldici, raffigura un’ ancora attraversata da quattro spighe di grano d’oro, a testimonianza della doppia identità marinara e agricola. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare le nostre origini, bensì ci dobbiamo imporre grazie anche al confronto e alla concentrazione, di studiare e mettere in pratica ogni possibile strategia, per dare continuità alle nostre tradizioni e per garantire ancora vita e capacità reddituale alle numerose imprese e ai lavoratori impiegati in questi settori. A tale scopo, il consigliere Mario Baccini incontrerà a breve, alcuni imprenditori agricoli e in recepimento delle nostre sollecitazioni, proporrà in Consiglio, interventi e misure da parte del Comune in tal senso.
Firmato: ViviAmo Fiumicino per il centro studi di Mario Baccini