Acqua col contagocce e strade allagate dalle perdite: il paradosso estivo.
Acqua che non c’è. È il caso della frazione I Terzi, a Cerveteri. Scenario qui da Terzo Mondo. E poi ci sono quelle situazioni problematiche dove in una città come Ladispoli, in estate, la pressione inizia a calare di brutto e tra guasti, riparazioni e docce che saltano, in molti lamentano criticità dentro le case. Dall’avvento in Acea la situazione è peggiorata. E non solo gli operai arrivano tardi a riparare le condutture (con sborso economico non indifferente per la comunità), ma le bollette sono praticamente raddoppiate per gli utenti. Di segnalazioni ce ne sono tantissime, così come le perdite idriche in mezzo alla strada con l’acqua che sgorga giorni, settimane. E poi magari il Comune sigla l’ordinanza esortando i cittadini ad utilizzare l’acqua col “contagocce”. Un paradosso dei tempi moderni. Insomma, ogni maledetta estate verrebbe da dire. E si devono necessariamente fare i conti sul fatto che la popolazione raddoppia.

Riguardo ai rubinetti a secco, scenario di disagio cronico in determinate zone, per il movimento politico Ladispoli Attiva, non si tratterebbe affatto di un imprevisto stagionale. «Era già tutto previsto», verrebbe subito in mente la canzone di Riccardo Cocciante – «questa è la diretta conseguenza di scelte urbanistiche che non tengono conto dei limiti infrastrutturali della città», si fa sentire il gruppo di opposizione rappresentato in aula dai consiglieri Gianfranco Marcucci e Martina Paoli. La critica dei civici si rivolge direttamente alla gestione del territorio e ai nuovi Piani Integrati. «Quando ci opponiamo alla cementificazione non lo facciamo per principio – aggiunge Ladispoli Attiva -. Lo facciamo perché in ogni nuovo quartiere aumenta la richiesta di servizi essenziali, a partire dall’acqua. E non è una nostra opinione: lo scrivono i documenti ufficiali della Variante al Piano Regolatore adottata nel 2019 dalla questa amministrazione». A supporto della denuncia vengono citati i numeri ufficiali che evidenziano una situazione già fortemente compromessa durante la stagione estiva. «Con circa 65mila abitanti presenti – evidenziano i referenti di minoranza -, la disponibilità idrica è già insufficiente, fermandosi a 213 litri per abitante al giorno contro una media regionale di 256. Con la realizzazione della Variante e l’arrivo potenziale di circa 10mila nuovi residenti, la disponibilità scenderebbe addirittura a 184 litri per abitante». Gli stessi documenti per Ladispoli Attiva riconoscerebbero che l’approvvigionamento idrico è una criticità e che ogni ulteriore sviluppo urbanistico dovrebbe essere accompagnato da adeguati investimenti sulla rete e sulle risorse idriche. «Senza un piano condiviso con Acea, per potenziare la rete idrica, ogni estate rischierà di essere peggiore della precedente. Ladispoli ha bisogno di una pianificazione responsabile, non di altra cementificazione senza le infrastrutture necessarie», conclude la nota.




































































