Si torna a scuola!
Settembre è il mese in cui tutto ricomincia. Tornano le sveglie, gli orari, gli zaini, i
quaderni e quell’organizzazione settimanale che, dopo la pausa estiva, deve ritrovare
il suo ritmo. Ma, tra tutte le cose a cui pensiamo per il rientro a scuola, alla merenda
chi ci pensa?
Spesso si prende qualcosa dalla dispensa, si infila nello zaino e si corre
fuori di casa. Non perché non ci interessi ciò che mangiano i nostri bambini, ma
perché nella quotidianità la praticità ha il suo peso e, qualche volta, mancano
semplicemente le idee.
Eppure preparare una merenda sana può essere più facile di quanto immaginiamo: servono soprattutto organizzazione e un pizzico di fantasia.
Ma cosa significa davvero “merenda sana”?
Possiamo partire da un principio semplice: scegliere il più spesso possibile alimenti semplici, riconoscibili e vicini alla loro forma naturale, limitando il consumo quotidiano di prodotti industriali e molto processati.
La merenda dovrebbe accompagnare il bambino durante la mattinata,
fornendogli energia e sazietà fino al pasto successivo. Non servono ricette
complicate.
La frutta fresca, per esempio, può essere accompagnata da una piccola
porzione di frutta secca, come noci o mandorle; quando è possibile conservarlo
correttamente, possiamo scegliere uno yogurt bianco con frutta e frutta secca.
Per qualcosa di più goloso possiamo pensare a una fetta di torta o a qualche biscotto
preparato in casa con ingredienti semplici, a qualche quadratino di cioccolato
fondente accompagnato da un frutto e qualche noce o mandorla oppure, per i più
golosi, a una fetta di pane con miele e noci.
E poi non dimentichiamo il salato. Siamo talmente abituati ad associare la merenda
dei bambini al sapore dolce che spesso dimentichiamo le alternative: carote o altre
verdure crude con hummus fatto in casa, olive e un pezzetto di formaggio, una piccola frittatina, una porzione di torta rustica oppure un piccolo panino con
formaggio di pecora o di capra.
Possiamo anche scegliere pane fatto in casa con crema 100% di mandorle o nocciole, oppure con un velo di burro chiarificato, confettura e qualche noce. Le possibilità sono molte più di quelle che immaginiamo: il punto non è preparare ogni giorno qualcosa di nuovo o perfetto, ma ampliare le alternative alla classica merendina confezionata.
Naturalmente si tratta di indicazioni generali. In presenza di allergie, intolleranze,
patologie o esigenze nutrizionali particolari, l’alimentazione del bambino deve essere
valutata nello specifico con il professionista che lo segue. È inoltre importante
rispettare le indicazioni della scuola relative alle allergie, soprattutto quando
utilizziamo frutta a guscio o creme derivate. Non esiste infatti una merenda perfetta
per tutti.
Possiamo osservare il bambino: fa colazione molto presto e a metà mattina
ha già fame? Arriva a pranzo affamatissimo? La merenda riesce a saziarlo? In alcuni
casi può essere utile comporre uno spuntino più completo, affiancando ai carboidrati
anche proteine, grassi e fibre.
In presenza di familiarità per problematiche
metaboliche o altre condizioni specifiche può essere necessaria una maggiore
attenzione alla composizione dello spuntino, da valutare individualmente.
Il vero ingrediente segreto resta però l’organizzazione. Non dobbiamo preparare
tutto ogni mattina: una torta o una torta rustica fatta nel fine settimana può essere
porzionata e, quando possibile, congelata; lo stesso vale per biscotti e piccole
frittatine. Possiamo preparare in anticipo le porzioni di frutta secca e utilizzare per lamerenda anche una parte di ciò che abbiamo già cucinato per la famiglia. Non
dobbiamo necessariamente cucinare di più, ma organizzarci diversamente. Possiamo
anche coinvolgere i bambini, scegliendo insieme la frutta, preparando dei biscotti o
decidendo le merende della settimana: anche questo significa fare educazione
alimentare.
Per i bambini, inoltre, il cibo è socialità. È normale guardare la merenda del
compagno e trovarla più interessante. Sarebbe bello coinvolgere anche la scuola
attraverso il gioco e la condivisione, magari proponendo periodicamente una
“giornata della merenda semplice”, non per controllare o giudicare le famiglie, ma
per creare curiosità, conoscere nuovi alimenti e scambiarsi idee.
E ricordiamoci che una merenda non deve essere perfetta. Non serve eliminare per
sempre ogni prodotto confezionato né sentirsi in colpa per la merendina infilata nello
zaino in una mattina caotica. L’obiettivo è fare in modo che il cibo semplice diventi
sempre più spesso la normalità e il prodotto industriale l’eccezione, e non viceversa.
Un po’ di organizzazione, qualche idea e un pizzico di fantasia: forse educare un
bambino a mangiare bene può cominciare proprio da ciò che, ogni mattina, scegliamo
di mettere nel suo zaino.

Dottoressa Camilla Corcione
Biologa nutrizionista e naturopata



































































