“EFFETTI AVVERSI? IL 4% IN BASE ALLA FARMACOVIGILANZA ATTIVA”

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PROF. BELLAVITE: “NON ABBIAMO CERTEZZE SULLA VERA RELAZIONE TRA BENEFICI E RISCHI”.

“Gli italiani hanno ragione ad avere paura del vaccino?” domanda Giovanni Floris in una intervista del 4 maggio a Di Martedì al Prof Paolo Bellavite. «Sì hanno ragione in un certo senso. Non abbiamo molte certezze tra la vera relazione tra un beneficio e il rischio. Questo discorso viene affrontato in maniera piuttosto superficiale. Dobbiamo sapere che siamo ancora in una vera e propria sperimentazione, quelle di Fase 2 e Fase 3 finiranno nel 2022, quella di Fase 4, cosiddetta post-marketing è in piena attività però purtroppo viene fatta anche male. Nell’ultimo rapporto Aifa si parla di 40 casi gravi di reazioni avverse ogni 100mila vaccini iniettati, in realtà negli studi di sorveglianza attiva che stanno uscendo di parla del 4%, cioè 4.000 su 100mila.»L’avesse mai detto!

Immediata è arrivata la “scomunica” e seguente “defenestramento” da parte dell’università di Verona, dove il professore ha lavorato come Docente di Patologia Generale dal 1984 al 2017 e dove collaborava come “Cultore della materia” svolgendo programmi di ricerca approvati dall’Università in campo di immunofarmacologia. Negli ultimi anni Bellavite ha pubblicato molti lavori anche nel campo della vaccinologia. Inoltre sul COVID-19 ha pubblicato tre lavori nella letteratura scientifica internazionale, due sul potere antivirus dei flavonoidi e un altro sui meccanismi dei danni cardiovascolari dei vaccini anti-COVID 19. In toltale Bellavite ha pubblicato più di 160 lavori ed ha un H-Index di 49 (Google Scholar), uno dei più alti tra i docenti veronesi. Ma Il 7 maggio 2021, subito dopo la famigerata intervista, il Rettore dell’Università di Verona ha diramato un comunicato stampa in cui diceva che «l’Ateneo si dissocia totalmente, dalle posizioni espresse dal prof. Paolo Bellavite, durante la trasmissione “Di Martedì” sul canale televisivo LA7 del 4 maggio scorso».

Il Prof Bellavite ha replicato che “in realtà i dati sugli effetti avversi sono ben documentati, come lo è la differenza tra i diversi metodi di farmacovigilanza, che ho menzionato. I dati degli affetti avversi gravi riportati da AIFA con metodi di farmacovigilanza “passiva” (circa 40/100.000), vengono dal terzo rapporto pubblicato il 15 aprile (https://www.aifa.gov.it/-/terzo-rapporto- aifa-sulla-sorveglianza-dei-vaccini-covid-19), mentre quelli sugli effetti avversi gravi derivati dalla farmacovigilanza attiva o sperimentale (circa 4%, cioè 4.000/100.000) si trovano rispettivamente sulla rivista “Life” e nel lavoro originale sul N.Engl.J.Medicine dei ricercatori della Pfizer. La differenza di 100 volte è probabilmente dovuta ai diversi metodi di rilevazione, problema che si riscontra anche per le comuni vaccinazioni dell’infanzia (Morbillo-parotite- rosolia-varicella). Faccio fatica a giustificare le critiche rivoltemi dall’Ateneo, in cui credevo ci fossero persone consapevoli della differenza che c’è tra vaccinovigilanza passiva e attiva”.