“Chi sbaglia deve pagare. Sarà successo anche a te:negligenze professionali che danneggiano le famiglie

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Comitato per la Legalità e l’anticorruzione: “un caso estremamente comune”

Una storia vera, una vicenda come ne accadono tutti i giorni. Meno frequente invece è ricordare che “chi sbaglia…deve pagare”, il motto di una donna di Cerveteri che ha agito affinché accadesse. Insieme alle scuse, ad un professionista negligente ha chiesto un risarcimento per il danno recato dalla superficialità con la quale ha svolto la pratica affidatagli. Nel pubblico come nel privato quotidianamente ritardi ed errori fanno perdere tempo ed opportunità ai cittadini. Si può dire basta a questa consuetudine ricordando che chi sbaglia paga, se porti il conto!

Il caso.
Una donna volendo usufruire del bonus sociale per le famiglie con disagio economico che consente di abbattere i costi relativi alle utenze asservite all’abitazione si è rivolta ad un CAF di zona al quale ha conferito l’incarico per il disbrigo delle relative pratiche e per l’inoltro delle varie domande, consegnando all’uopo la documentazione necessaria. La stessa già beneficiava del bonus sociale per disagio economico relativamente alle proprie utenze di energia elettrica e del gas per il periodo 01.02.2018-31.01.2019 ed è ricorsa, pertanto, al CAF per richiedere di rinnovare la domanda di accesso al beneficio de quo anche per l’anno 2019, in merito appunto alle utenze dell’energia elettrica e del gas, nonché per inviare ex novo quella in merito all’utenza dell’acqua.

Nonostante l’utente avesse ricevuto le più ampie rassicurazioni che le domande fossero state lavorate ed inoltrate regolarmente a distanza di pochi mesi, la signora viene a sapere che non usufruisce di alcun bonus sociale e di non godere di alcuna detrazione dai costi in bolletta (che, infatti, rimanevano alte) e, ciò, attraverso sia i tre gestori (delle tre utenze indicate), i cui operatori riferiscono infatti che nessuna autorizzazione fosse loro mai pervenuta dal Sistema SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche), al quale le domande di accesso al bonus avrebbero dovuto essere trasmesse, sia lo stesso Sistema SGAte accedendo al quale (con account e password a lei intestate) apprese che nessuna richiesta era stata mai inoltrata, né di rinnovo, né ex novo. Informazione confermata anche dallo sportello unico ARERA.

Pertanto, la Signora ha avanzato istanza di chiarimenti agli addetti presso il CAF di zona, ricevendo per risposta che l’Ufficio stava procedendo all’inserimento dei dati. Di seguito che non poteva beneficiare del bonus a causa di un ISEE (relativo all’anno 2019) più alto della soglia di legge, dunque le domande non sono state più inserite. Se così fosse, ma non è, non si comprende il perché non fosse stato comunicato all’interessata già prima, che non avrebbe avuto diritto di accedere al bonus, sul quale nel contempo aveva fatto affidamento.
Oltretutto, quanto asserito dai responsabili del CAF non corrisponde nemmeno al vero, la signora ha dichiarato redditi, per l’anno 2019, addirittura inferiori a quelli dichiarati per l’anno 2018, periodo in cui invece ha usufruito del bonus sociale. Quindi, per tutto il 2019 ed anche per tutto il 2020 le bollette relative alle utenze dell’energie elettrica, del gas e dell’acqua a carico della signora sono state emesse in misura ordinaria, senza cioè che venissero decurtate del bonus sociale, con un notevole danno.

Perciò la cittadina ha contestato al CAF la mancata attività lamentando di avere subito dei danni, facendo presente che, addirittura, il CAF chiedeva alla stessa alcuni dati delle utenze “per confermare i bonus”, già in possesso dell’ufficio, evidenziando la colpevole tardività del suo operato. Successivamente si è rivolta direttamente allo sportello unico di ARERA chiedendo l’accesso al bonus, con riferimento pure al periodo pregresso, e ha censurato la mala gestio da parte del CAF, che per imperizia e/o negligenza e/o imprudenza, è contravvenuta allo specifico mandato affidatogli.
Conclusione. La Signora ha diffidato il CAF, avanzando la richiesta di risarcimento dei danni subiti, per avere colposamente non inviato le domande di accesso al bonus sociale causando perciò la perdita del beneficio e, per l’effetto, condannare il CAF a risarcirla di tutti i danni da lei patiti nella misura di € 1.000,00. Con la vittoria delle spese, oltre al rimborso forfettario 15%, all’IVA ed alla CPA come per legge. La vicenda si è conclusa con il rimborso dei danni per un importo pari a quanto richiesto.

bonus

Il Comitato per la Legalità e l’anticorruzione OdV supporta costantemente il cittadino, lavorando al contempo al contrasto di ogni forma di ingiustizia. Condividere questa testimonianza vuole essere, da parte dell’associazione, un invito a vigilare sull’operato di taluni professionisti, esortando i cittadini ad assumere comportamenti responsabili. Denunciare gravi dimenticanze lo è, come rivendicare onestà e trasparenza in ogni luogo.