Alessio Sundas e la Sport Man sono corsi in aiuto di tante squadre italiane ed internazionali

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Abbiamo soccorso, ed in alcuni casi veramente salvato, molte squadre italiane nel corso dell’anno che volge al termine. La Sport Man ha contribuito ad evitare il crack economico del calcio, siamo fieri del lavoro svolto e ci impegneremo per essere sempre più protagonisti anche nel 2017”.

Le parole sono di Alessio  Sundas, manager della Sport Man Procuratori Sportivi, che ha voluto tracciare un bilancio dell’attività della sua organizzazione a pochi giorni dalla fine dell’anno.

Il 2016 – spiega Sundas – ha tracciato una linea molto importante e signiticativa per la nostra organizzazione che ha continuato ad operare non solo alla ricerca pedissequa del profitto, ma soprattutto per intervenire in aiuto di tanti club colpiti dalla crisi economica. Del resto, se non ti chiami Juventus, Napoli, Roma o Lazio, è ovvio che senza l’intervento degli sponsor non puoi essere competitivo rischiando perfino di sparire dalla geografia del calcio. Il fatto, per noi gravissimo, che squadre storiche del nostro football come Milan ed Inter siano cadute nelle mani di gruppi economici stranieri, dimostra che solo cordate di grandi imprenditori italiani possono evitare che il nostro calcio sia svenduto a non meglio chiari potentati internazionali. Come Sport Man Procuratori Sportivi, consapevoli dei nostri mezzi, abbiamo collaborato proficuamente con molti club italiani, offrendo interventi economici di sponsorizzazione a società come Pisa, Crotone Mantova, Carrarese, Ancona, Teramo ed Avellino. Club con i quali siamo onorati di aver ottenuto importanti risultati. La Sport Man è accorsa anche all’estero, abbiamo instaurato ottimi progetti con il Locarno in Svizzera, l’Hull City nella Premier League inglese e

proposto a titolo gratuito tutti i giocatori di cui curiamo gli interessi alla Chapecoense dopo la tragedia aerea che ha distrutto la squadra brasiliana. Ovviamente non sono stati tutti successi, siamo rammaricati che la famiglia Berlusconi abbia rifiutato di incontrarci nonostante avessimo proposto l’ingresso di una cordata di imprenditori italiani di altissimo livello, pronti a rilevare una parte delle quote del Milan. Siamo fieri del nostro tentativo di evitare che i cinesi si impossessassero del blasonato club italiano. Nel nuovo anno continueremo il nostro lavoro nel mondo del calcio”.