La UAI celebra un traguardo storico. Tullio: “Dodici anni di battaglie per la trasparenza e il valore del vero Made in Italy”.
L’Unione Artigiani Italiani (UAI) accoglie con estrema soddisfazione questo risultato, che corona un percorso di rivendicazione durato oltre un decennio.Gabriele Tullio, Presidente Nazionale della UAI e dal 2014 alla guida dell’Albo delle Imprese Artigiane, ha commentato con orgoglio il raggiungimento di questo obiettivo: “Sono dodici anni che mi batto instancabilmente affinché il termine ‘Artigiano’ venisse finalmente sottratto ad usi impropri e strumentali. Non è solo una questione di etichetta, ma di identità e rispetto: chi non è iscritto all’Albo non può e non deve fregiarsi di un titolo che implica sacrifici, competenze specifiche e una tradizione produttiva unica al mondo“.
Tullio ha poi sottolineato l’importanza del regime sanzionatorio introdotto dalla legge: “L’introduzione di sanzioni pesanti per chi utilizza impropriamente queste definizioni rappresenta un passo storico. Per troppo tempo il mercato è stato opaco, permettendo a realtà non qualificate di sfruttare il valore evocativo dell’artigianato. Oggi restituiamo trasparenza al mercato e dignità a migliaia di micro e piccole imprese che rappresentano il cuore pulsante dell’economia italiana“.
La nuova legge per le PMI mira a eliminare la concorrenza sleale e a valorizzare le competenze di chi opera quotidianamente “a regola d’arte”. Per la UAI, questo traguardo è solo l’inizio di una nuova fase di tutela del Made in Italy, dove la qualità certificata diventa il primo baluardo contro la contraffazione e il marketing ingannevole.


































































