Trenitalia shock: i crocieristi partono con il treno speciale, i pendolari dirottati sul binario sbagliato.

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E il loro treno viene soppresso!

riceviamo e pubblichiamo

Di Enrico Raggio

Roma San Pietro, venerdì 23 ottobre 2026. Sulla linea FL5, dopo anni di proteste per i disagi provocati dai flussi croceristici, Trenitalia sembra aver trovato la soluzione: far viaggiare comodamente i croceristi e lasciare a terra i pendolari. Sembra una barzelletta, ma è quanto accaduto ieri pomeriggio.

Alle 15:15 si presenta sul binario 5 un treno completamente vuoto. I pendolari si guardano perplessi: quel binario è normalmente destinato al Regionale per Montalto di Castro, previsto alle 15:32. Che cosa ci fa lì quel convoglio?

Le informazioni, come troppo spesso accade, sono poche e confuse. Nessuno sembra spiegare chiaramente cosa stia succedendo. Soltanto dopo qualche minuto i pendolari cominciano a capire, quando sulla banchina si presentano gruppi di turisti accompagnati dalle loro guide, con tanto di cartelli numerati: «Gruppo 25», «Gruppo 26», «Gruppo 27»…

Con tutta calma, i croceristi vengono accompagnati a bordo. Il mistero è risolto: quel treno è un servizio speciale destinato ai croceristi, diretto a Civitavecchia! E intanto occupa proprio il binario dal quale dovrebbe partire il treno dei pendolari.

Alle 15:32 dovrebbe infatti partire il Regionale 12572 per Montalto di Castro, normalmente previsto sul binario 5.

Ma il binario è occupato. E allora che si fa? Si manda il treno dei pendolari sul binario 4, quello normalmente utilizzato dai convogli che viaggiano nella direzione opposta, verso Roma!

Probabilmente proprio a causa di queste grandi manovre ferroviarie, il Regionale arriva con 20 minuti di ritardo. Data l’ora e il ritardo accumulato, la banchina è strapiena. I pendolari, esasperati dall’attesa, tirano comunque un sospiro di sollievo: finalmente il treno è arrivato! Sostenuti da un primordiale istinto di sopravvivenza, salgono a bordo stipandosi in condizioni che sfidano contemporaneamente le leggi della fisica, i principi della dignità umana e la stoica capacità di sopportazione di qualunque angheria ferroviaria venga scaraventata loro contro dai dispensatori di supplizi ad alta frequentazione.

Sono comunque convinti di poter finalmente tornare a casa.

Ma è proprio a questo punto che arriva il primo colpo di scena! Il treno non può ripartire. Dagli altoparlanti viene annunciato un guasto tecnico alla linea. Tutti fermi!

La scena è surreale, degna di un film western di Sergio Leone. Due treni affiancati sui binari 4 e 5, a pochi metri di distanza. Da una parte migliaia di croceristi, dall’altra migliaia di pendolari. Si guardano in faccia attraverso i finestrini, come due schieramenti prima del duello finale. Gli sguardi si incrociano, la tensione sale. Chi partirà per primo? I croceristi rischiano di perdere la nave, i pendolari vogliono soltanto tornare a casa, sono stanchi alcuni dopo la dura giornata di lavoro mentre altri, pendolari settimanali del venerdì, dopo una dura settimana vogliono solo riabbracciare i propri cari. Entrambi i treni sono immobili, il tempo rallenta, l’atmosfera si fa tesa.

Ma ecco il secondo colpo di scena!

Alle 15:53 il treno speciale dei croceristi si mette lentamente in movimento dal binario 5, sfilando mestamente davanti a migliaia di sventurati, perplessi e tuttora premurosamente “notiziati” del guasto alla linea, mentre si lascia alle spalle il loro convoglio, ancora prigioniero del binario 4.

Il duello è finito. I croceristi partono. I pendolari restano a guardare.

Ma forse, finalmente, qualcosa si muove anche per loro. Viene annunciata l’imminente partenza del Regionale 12572 per Montalto di Castro, con il suo carico di lavoratori, studenti e pendolari esausti, stipati a bordo dopo una lunga attesa. Un altro sospiro di sollievo: ora si parte davvero!

Ma appena due minuti dopo, alle 15:55, arriva il terzo colpo di scena. L’apoteosi dell’assurdo, l’incredibile epilogo di tanti anni di disservizi e beffe ai danni dei pendolari FL5. Una scena che, per chi l’ha vissuta, resterà indimenticabile.

Dagli altoparlanti arriva l’annuncio: IL REGIONALE 12572 PER MONTALTO DI CASTRO È SOPPRESSO PER GUASTO TECNICO ALLA LINEA!

Fine della corsa. Tutti a terra.

I croceristi sono partiti. I pendolari no.

Alle 16:05, con le banchine ormai strapiene, arriva sul binario 5 un altro treno, diretto soltanto a Civitavecchia. Riparte alle 16:10, raccogliendo anche parte dei viaggiatori rimasti senza collegamento. Alle 16:14 il guasto sul binario 4 permane.

Un guasto davvero singolare. E tante domande senza risposta.

Il particolare più inquietante è che il binario 4, fino a pochi minuti prima, era regolarmente utilizzato dai treni diretti verso Roma. Poi viene fatto arrivare il regionale veloce nella direzione opposta e si verifica un guasto tecnico che ne impedisce la partenza.

Una semplice coincidenza? Oppure le manovre effettuate per gestire l’occupazione del binario 5 da parte dei croceristi hanno avuto un ruolo nel guasto?

Non lo sappiamo. Ma Trenitalia e RFI devono spiegarlo, indicando esattamente cosa si sia guastato, quando e perché, chi abbia disposto l’instradamento anomalo e quali conseguenze abbia provocato sulla circolazione.

E la Regione Lazio? In qualità di committente del servizio ferroviario regionale e titolare del Contratto di Servizio con Trenitalia, deve pretendere risposte documentate, renderle pubbliche e comunicare ai pendolari quali penali siano state applicate, o per quali ragioni non siano state applicate. Non basta ricevere spiegazioni dalle società ferroviarie: la Regione deve verificare il rispetto degli obblighi contrattuali e tutelare concretamente i propri viaggiatori.

E soprattutto: a che ora doveva partire il treno speciale dei croceristi? Era un “disservizio programmato” o è stato trattenuto per attendere turisti arrivati in ritardo, sacrificando il servizio ordinario?

Un’altra domanda, tutt’altro che secondaria: chi paga il treno speciale dei croceristi, vengono utilizzati fondi regionali e chi incassa i relativi biglietti?

Pendolari di serie B? E la Regione Lazio dov’è?

Da anni i pendolari della FL5 denunciano sovraffollamento, ritardi, soppressioni e le difficoltà legate alla presenza dei croceristi sui treni regionali. Proteste, segnalazioni, reclami, richieste di intervento: una storia che si ripete, mentre i problemi continuano.

Ma a questo punto la domanda non riguarda più soltanto Trenitalia e RFI. Riguarda soprattutto la Regione Lazio.

È la Regione che affida e finanzia il servizio ferroviario regionale, stabilisce gli standard contrattuali e dispone degli strumenti per verificarne il rispetto. Se i pendolari continuano a subire disservizi, che cosa sta facendo concretamente chi dovrebbe controllare?

La Regione ha il compito di programmare il servizio sulla base dei flussi di passeggeri, mentre Trenitalia deve garantire un’offerta di trasporto adeguata. Se il sistema non riesce a soddisfare la domanda, significa che almeno uno dei due soggetti non sta assolvendo correttamente alle proprie responsabilità.

Se le responsabilità sono di Trenitalia o RFI la Regione deve chiarire quanti controlli abbia effettuato, quali contestazioni abbia mosso a Trenitalia, quali penali siano state effettivamente applicate e quali iniziative abbia adottato per impedire il ripetersi di simili episodi.

Perché il Contratto di Servizio non può essere soltanto lo strumento con cui vengono trasferite risorse pubbliche a Trenitalia: deve essere soprattutto lo strumento con cui si garantiscono i diritti dei cittadini e si fanno rispettare gli obblighi di chi viene pagato per trasportarli.

Il grande equivoco: il problema non sono i croceristi. Sono i treni insufficienti!

Ma c’è un ultimo equivoco da sciogliere, nel quale sembrano essere rimasti intrappolati persino molto fra i pendolari.

Si continua a considerare il traffico dei croceristi come un’anomalia da gestire con soluzioni speciali. Ma è sbagliato il punto di partenza!

In tutto il mondo esistono linee ferroviarie che collegano grandi aeroporti, porti e terminal passeggeri ai centri delle città, trasportando quotidianamente enormi flussi di viaggiatori, spesso con bagagli ingombranti.

Non c’è nulla di strano nei croceristi che prendono il treno. È assurdo che il servizio ferroviario non sia dimensionato per trasportarli!

La FL5 collega Roma con Civitavecchia, uno dei principali porti croceristici del Mediterraneo. E come tale deve essere progettata, organizzata e gestita. Il traffico dei croceristi non è un’emergenza imprevista: è una componente strutturale della domanda di trasporto, che si aggiunge a quella dei pendolari giornalieri, settimanali e degli altri viaggiatori.

La soluzione non può essere una continua rincorsa all’emergenza, con treni speciali, binari occupati, instradamenti anomali e pendolari lasciati a terra.

Servono più treni, maggiore frequenza e soprattutto maggiore capacità di trasporto.

Dove è possibile, bisogna aumentare le corse. Dove la capacità dell’infrastruttura non consente di aumentare ulteriormente le frequenze, bisogna aumentare i posti disponibili su ogni treno.

E qui torna il problema della scelta dei Rock, convogli a composizione bloccata che non possono essere semplicemente allungati aggiungendo carrozze, come avveniva con i mitici Vivalto, che avrebbero potuto essere aggiornati, ammodernati e adattati alle crescenti esigenze della linea. Una scelta quantomeno discutibile per una tratta caratterizzata da flussi così elevati e variabili, oltre alle altre criticità più volte denunciate dai pendolari.

Se non si possono aggiungere carrozze, si dovrà valutare seriamente la conseguenza di avere acquistato questi treni inadeguati, ossia l’accoppiamento di due convogli Rock (si, è previsto!), verificandone compatibilità tecnica, lunghezza utile delle banchine e possibilità di impiego sull’intera tratta, per ottenere la capacità necessaria.

Perché il problema non è inventarsi ogni volta un treno speciale per i croceristi. Il problema è che il servizio ordinario è insufficiente rispetto al numero di persone che deve trasportare.

Ed è su questo che la Regione Lazio deve finalmente intervenire, pretendendo da Trenitalia e RFI una soluzione strutturale e assumendosi la responsabilità di fare le scelte giuste e finanziarle. Perché programmare un servizio adeguato, acquistare o impiegare i convogli necessari e garantire una capacità sufficiente non sono concessioni ai pendolari: sono parte delle responsabilità di chi organizza e finanzia il trasporto pubblico.

Basta considerare eccezionale ciò che è perfettamente prevedibile. La FL5 non è soltanto una linea per pendolari: è anche il collegamento ferroviario tra la Capitale e il suo grande porto croceristico. È ora che il servizio sia all’altezza di entrambe le funzioni.

In ogni caso, mai e poi mai si dovrà consentire che treni speciali, convogli merci o persino Intercity intralcino il flusso dei pendolari, di quelle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno si spostano per lavorare, studiare e contribuire al funzionamento di questo Paese. Un flusso che dovrebbe costituire una priorità assoluta del servizio ferroviario, non una variabile sacrificabile alle esigenze di altri traffici.