Il procuratore Alessio Sundas tuona: “La colpa non è solo del presidente Tavecchio. Il calcio italiano si assuma le proprie colpe”

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L'agente Alessio Sundas

“La montagna della Federazione italiana gioco calcio ha partorito, come temevamo, il topolino delle dimissioni del presidente Tavecchio. E’ la classica commedia all’italiana, si cerca il capro espiatorio per non vedere come i mali siano altrove”.

E’ un fiume in piena il procuratore sportivo Alessio Sundas, titolare della Sport Man, appena raggiunto dalla notizia delle dimissioni del presidente federale in seguito alla disastrosa eliminazione dell’Italia dalla Coppa del mondo.

“Il gioco dei numeri nel Consiglio federale odierno – prosegue il manager Sundas – è la fotografia nitida di un sistema che non vuole arrendersi alla realtà dei fatti. La croce scagliata addosso al presidente Tavecchio è la foglia di fico per nascondere un fallimento che parte da lontano. Un alibi per celare dirigenti che da anni massacrano i settori giovanili, squadre primavera riempite di giocatori stranieri, scuole calcio lasciate in mano a sprovveduti che insegnano solo la ricerca frenetica del risultato e non l’insegnamento dei fondamentali ai bambini. Il capitombolo con la Svezia è stato la punta dell’iceberg di un meccanismo perverso, frutto di campagna acquisti milionarie in barba al fair play finanziario, di atleti stranieri impiegati nei ruoli chiave, di calciatori italiani messi da parte. In Seria A ci sono squadre che spesso vanno in campo con 11 giocatori stranieri, ci possiamo poi lamentare se siamo diventato noi i primi a formare e valorizzare atleti che poi ci troviamo come avversari nelle competizioni internazionali per le Nazionali? Affondare Tavecchio, che non ha scelto da solo Ventura come tecnico degli Azzurri, è stata la soluzione di comodo da parte di Leghe che da mesi non riescono nemmeno ad eleggere un presidente, essendo in disaccordo su tutto. E’ il momento di fermarsi, ragionare e fare piazza pulita a tutti i livelli. Dobbiamo ripartire dalle Scuole Calcio, dai bambini, dai veri maestri di calcio. E’ irrisorio iniziare la caccia frenetica al nuovo allenatore della Nazionale se prima non si gettano le basi per una rinascita. Il rifiuto di Carlo Ancelotti annunciato dalla stampa dovrebbe fare riflettere profondamente. Sarebbe stato molto più serio se, insieme a Tavecchio, oggi si fosse dimesso tutto il Consiglio federale con un bell’azzeramento per voltare pagina. Ma sappiamo che in Figc sono attaccati con la colla alle poltrone. Così’ il cacio italiano non andrà da nessuna parte. Ad oggi siamo senza presidenti della Federcalcio, della Lega di Serie A, della Lega di Serie B. Complimenti a tutti”.