TECNOGABBIA RUBRICA
Contratto con la Difesa per 1 milione di euro in Intelligenza artificiale
Maurizio Martucci
Non è venuto a fare il turista in Italia e nemmeno solo le conferenze sull’Anticristo a Roma. Peter Thiel, il guru della Silicon valley, fondatore di PayPal (definita poi PayPal Mafia), invischiato nello scandalo dei files Epstein, ha sottoscritto un accordo da 1 milione di euro col ministero della Difesa del Governo Meloni per il software Gotham di proprietà di Palantir. E’ la stessa società di sorveglianza digitale operativa Israele, usata nel genocidio palestinese. Thiel profetizza la fine e il superamento della democrazia in uno scenario tecnocratico gestito dalla tecnogabbia: sono decenni che la sua Intelligenza artificiale è usata nei territori di guerra, ma in America proprio Thiel con Musk e Trump stanno costruendo l’infrastruttura del potere post-democratico, si chiama Authoritarian Stack, 10 miliardi di IA; droni, satelliti. Stiamo entrando in una nuova fase del sistema, la gestione algoritmica del mondo.
STOP AI -INTELLIGENZA ARTIFICIALE, C’È CHI DICE NO
Nonostante il divieto del governo americano, l’uso di Anthropic da parte di Donald Trump nell’attacco all’Iran dimostra ancora una volta come l’intelligenza artificiale sia addestrata dalla popolazione civile ma abbia poi una subdola finalità militare. Nella Silicon Valley nasce il movimento STOP AI, mentre sempre più appelli nel mondo ne chiedono l’arresto per salvare l’umanità. “Chiediamo un divieto internazionale permanente e vincolante” è l’appello del gruppo STOP AI, persone che ritengono “l’intelligenza artificiale e il transumanesimo delle gravi minacce alla dignità umana, alla libertà, alla democrazia e alla natura”. L’intelligenza artificiale va fermata subito, senza compromessi, è una scelta non negoziabile: nell’attacco israelo-americano in Iran c’è stata una strage di bambine nella scuola elementare. Il Pentagono ha usato il metodo Claude di Anthropic, l’IA ammette un margine di errore negli obiettivi. Ne va della vita dei civili. Nella conferenza internazionale in Spagna, l’America non ha siglato gli accordi per l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale. È un gravissimo precedente. L’aggressione a Teheran si inserisce nella guerra dei 25 anni, iniziata nel 2021 con le Torri Gemelle, proseguita col Covid-19 nell’emergenza permanente.
IRAN, RICONOSCIMENTO FACCIALE PER TUTTI
Nel 2019 le autorità iraniane hanno acquistato in assoluta segretezza FindFace, un software russo di riconoscimento facciale, come confermato dai contratti ottenuti dalla testataForbidden Stories che li mostra in un’inchiesta giornalistica. FindFace è in grado di identificare i volti negli spazi pubblici in pochi secondi e di analizzare i database gestiti dai servizi di sicurezza dell’Iran. L’esperto di sicurezza informatica Nima Fatemi ha affermato che il sistema non solo riconosce i volti, ma crea anche una cosiddetta «mappa sociale». Questa contiene informazioni su amici e contatti, nonché altri dati utili, tra cui le targhe delle auto. “Si tratta di uno strumento centralizzato per determinare chi è chi e come le persone sono connesse tra loro” ha detto Fatemi. Quando il programma identifica una persona, un cerchio verde appare intorno al suo volto e vengono visualizzate le informazioni disponibili su di essa.
Il software funziona anche offline. Grazie ad esso, è possibile elaborare video da qualsiasi dispositivo e social network, e identificare i volti ripresi.
TRUMP- KENNEDY L’INTERNET DEI CORPI DAL 2030
Politiche transumaniste in attesa del 6G, l’Internet dei corpi è una priorità dell’amministrazione USA: nei prossimi 4 anniogni americano dotato del suo dispositivo intelligente attaccato al corpo per inviare in tempo reale i propri dati sanitari alle multinazionali Big Tech. Il primo potrebbe essere lo smart ring, l’anello wireless dalla finlandeseOura. Serve a monitorare i parametri fisiologici dei cittadini. Ricordate Vittorio Colao? Nel 2018, il CEO di Vodafone, poi divenuto ministro per l’innovazione tecnologica e transizione digitale nel Goveno Draghi, parlava del 5G per somministrare farmaci da remoto.




































































