Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida il 9 settembre ha annunciato l’introduzione del Documento di accompagnamento Elettronico olivicolo (DAO) definendolo ” un passo importante per difendere l’eccellenza dell’olio extravergine italiano e proteggere il lavoro dei nostri agricoltori. Attraverso la digitalizzazione dei controlli e la piena tracciabilità nel SIAN, difendiamo l’origine del prodotto, combattiamo la contraffazione e garantiamo massima trasparenza a chi acquista”.
Il DAO è un nuovo strumento che digitalizza la tracciabilità delle movimentazioni di olive e olio, rafforzando i controlli e il contrasto alle frodi: il sistema nazionale compie un passo avanti con l’integrazione al Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e al Registro Telematico dell’Olio (RTO), garantendo maggiore trasparenza e tutela per le produzioni italiane di qualità.
Tutte le principali movimentazioni di olive, olio sfuso e olio confezionato saranno registrate in modo più rapido ed efficace, mettendo a disposizione dati utili sia agli operatori sia alle autorità di controllo: uno strumento innovativo per valorizzare il lavoro delle aziende oneste. Le principali novità introdotte dal decreto: l’istituzione del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (DAO);l’integrazione tra fascicolo aziendale, SIAN e Registro Telematico dell’Olio;la riduzione da sei a tre giorni dei termini di registrazione delle operazioni;il coinvolgimento diretto degli olivicoltori nel sistema digitale di tracciabilità;una più efficace disponibilità dei dati per l’analisi del rischio e la programmazione dei controlli.
Il nuovo sistema nasce come evoluzione del Registro Telematico dell’Olio già operativo, valorizzando infrastrutture esistenti senza comportare nuovi oneri per la finanza pubblica e coniugando semplificazione ed efficienza lungo tutta la filiera: l’Italia rafforza la propria leadership nella tutela delle produzioni agroalimentari e verso una filiera olivicola sempre più trasparente, competitiva e digitale.
L’annata olearia 2026/2027 in Italia si apre con prospettive positive sia per la qualità delle olive e del prodotto: condizioni climatiche ottimali durante la fioritura e basso impatto della mosca. Presto per tirare le somme sulla produzione, rispetto al precedente anno che è stato ottimo.
I prezzi invece sono in calo già dallo scorso anno (saturazione delle scorte e dei depositi) e con l’attuale aumento del gasolio creano una congiuntura negativa per chi vuole raccogliereanche gli utili.Un’indagine dell’Università di Messina ha invece riacceso i riflettori sulla presenza di pesticidi in una quota significativa di oli extravergine analizzati, mentre restano alti i controlli sulle frodi e sulle rese registrate nel sistema SIAN.
Il vero cambiamento che si registra da alcuni anni nell’olivocoltura è che in passato la tradizione contadina imponeva di aspettare la piena maturazione del frutto (invaiatura: buccia completamente nera o violacea) per massimizzare la resa in frantoio, mentre oggi sia i produttori professionisti che i piccoli coltivatori preferiscono anticipare la raccolta tra la fine di settembre e il mese di ottobre con rese sotto il 10%. I motivi: i cambiamenti climatici e maturazione precoce; salvare quanto più prodotto dalla mosca olearia (bactroceraoleae) che predilige il frutto più maturo; la ricerca di alta qualità attraverso un prodotto più concentrato (rese più basse) con maggior percentuale di polifenoli, gusti più intensi e minore acidità.
Insomma la ricerca del “nutraceutico”, un prodotto dall’alto valore salutistico, ma con un prezzo più da scaffale farmaceutico, che da banco. Questo cozza contro alcuni fattori: il primo è la natura delle cultivar, varietà di olive che hanno diversi tempi di maturazione (le tardive in alcune zone d’Italia si raccolgono anche a fine inverno); produzioni e stoccaggi globali che fanno invece abbassare i prezzi; mercato ancora pieno di frodi con scarse tutele; potere di acquisto sempre più basso. Per questi motivi molti produttori, anche nelle nostre zone particolarmente vocate all’oro verde, attendono tradizionalmente una maturazione più avanzata con rese che sfiorano il 20% e prezzi più abbordabili. Un grande augurio, quindi, di abbondanza a tutti gli agricoltori del nostro territorio.
Di Luca Marini Achenza



































































