Nasce “L’Angolo delle parole”, un salotto sicuro per le donne

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Braccialetto elettronico, l’associazione Ama Lei: “Si affida la vita di una donna al Gps”

Inaugura sabato 30 maggio nella biblioteca comunale di Trevignano Romano “L’Angolo delle parole”. Più che un semplice sportello di ascolto, questo spazio vuole essere un vero e proprio salotto protetto, dove chiunque ne senta il bisogno troverà ad accoglierlo volontari formati e pronti all’ascolto. Dietro questa iniziativa c’è Ama Lei, associazione nata nel 2015 che si occupa di contrasto alla violenza di genere e offre assistenza psicologica e legale alle donne, supportandole anche nella delicata fase post-denuncia.

Tra i vari progetti attivi, l’associazione promuove la prevenzione nelle scuole e organizza corsi annuali di autodifesa. Non si tratta di incontri sporadici, ma di un vero percorso continuativo per trasformare la sicurezza personale in una competenza accessibile a tutti. Le lezioni, gratuite e senza obbligo di prenotazione, si tengono nei giardini comunali, in attesa di trasferirsi in una struttura al chiuso adatta a ogni stagione.

In un panorama mediatico spesso caotico, la Redazione ha scelto di dare ogni settimana risalto all’iniziativa nella pagina eventi, convinti che iniziative simili non debbano passare inosservate. “Fare rete” non può restare solo uno slogan: serve concretezza per scardinare una forma mentis culturale ancora troppo debole di fronte alla violenza verbale e psicologica, prime avvisaglie del dramma e spesso sottovalutate persino da chi invita la vittima a “tornare a casa in nome della famiglia”.

L’associazione prende vita dalla tesi di laurea visionaria della presidente, Cinzia Spaccatrosi, master in infermieristica legale forense. Nel 2014 teorizzò un percorso ospedaliero dedicato: dietro la generica attesa da codice giallo, la garanzia di una corsia protetta. Percorso che in alcuni ospedali oggi è realtà, mentre il suo progetto si completa con lo sportello in biblioteca. Un luogo di pace dove anche il personale bibliotecario farà la sua parte, distribuendo segnalibri informativi con i contatti dell’associazione e un numero criptato, ideato affinché non lasci tracce sui telefoni delle donne. Per valutare tempestivamente la gravità dei singoli casi, i volontari utilizzeranno il modulo scientifico Saras.

L’allenamento e l’autostima sono i pilastri del corso di autodifesa: imparare a liberarsi da una presa può fare la differenza per riuscire a fuggire. Durante le lezioni si affrontano anche temi pratici e normativi, come l’uso corretto dello spray al peperoncino per non incorrere nel reato di eccesso colposo di legittima difesa o porto abusivo d’armi. Molti prodotti venduti online non rispettano i limiti di legge. È fondamentale conoscere le normative vigenti e imparare a spruzzare il prodotto in sicurezza, per evitare che si ritorsioni contro chi lo sta usando.
Il cuore di Ama Lei batte nell’azione quotidiana dello sportello, ma l’impegno politico dell’associazione è altrettanto forte. Ha infatti inviato un Manifesto alla commissione Giustizia per denunciare l’inefficacia del braccialetto elettronico. La presidente Spaccatrosi spiega con fermezza le criticità dello strumento:“Si affida la vita di una donna a un GPS. Quando una vittima denuncia o si presenta al pronto soccorso con un referto di percosse, come prima misura viene imposto il braccialetto al carnefice. Ma questo sistema viaggia su una rete che in molte zone non ha copertura. Anche se il dispositivo vibrasse a 200 metri dalla vittima, il segnale deve prima arrivare alla caserma e le forze dell’ordine devono poi mettersi in viaggio per raggiungere il posto. Un lasso di tempo troppo lungo, che lascia all’aggressore tutto il tempo di agire e scappare. Questo strumento non garantisce sicurezza. Serve un pool di giudici specializzati e un lavoro continuativo: la misura cautelare deve essere istantanea alla denuncia. Nei casi più critici rilevati dal modulo Saras serve l’arresto immediato, non il braccialetto”.

L’apertura dello sportello d’ascolto è una realtà possibile grazie alla volontà del sindaco del Comune di Trevignano Romano, Claudia Maciucchi, in prima linea nella lotta contro la violenza di genere; di Viola Catena, assessore alle Politiche Sociali, di Claudia Soccorsi e di tutto il personale della biblioteca comunale.

di Barbara Pignataro