Marino, esplosione: cause e responsabilità

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Vigili del fuoco al lavoro dopo l'esplosione avvenuta al centro di Marino, vicino a Roma, 04 maggio 2020. ANSA/VIGILI DEL FUOCO +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

“Marino. Indagini? L’unica da compiere, non ancora condotta dal Comune, è quella di natura sociale”.

La notizia della esplosione avvenuta a Via G. Carissimi, nel centro storico di Marino riporta l’attenzione sulla regolarità degli stabili, e le precarie condizioni di vita di una parte di popolazione. É stata anche l’occasione per sottolineare le mancanze da parte dell’amministrazione comunale. Pronto il commento del Partito Comunista Italiano che attraverso un comunicato stampa dichiara: “Non occorrono esplosioni per andare ad accertare che decine di locali – pianoterra o anche in seminterrati – sono adibiti a casa di residenza, senza averne affatto, o, molto parzialmente, i requisiti. Per irregolari, per una fascia socialmente debole della popolazione, per cittadini che magari sono anche assistiti (giustamente) dai servizi sociali, ma solo per una parte di sussistenza, non risolvendo, ovvero, “convivendo” con l’accettazione di tale situazioni di cattiva igiene sanitaria per la vita umana. Noi chiediamo, e non tanto, o non solo, su questa specifica emergenza, che l’Amministrazione, molto prodiga di sbandieramento di regole e di presenza attiva sulle vicende urbanistiche, si assuma la responsabilità e il compito di indagare immediatamente, pubblicamente, e col fine di trovare soluzioni, l’interezza di questa davvero ‘esplosiva questione sociale dell’abitare” – conclude Mauro Avello, Portavoce di Essere Marino.

 

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