Lello Arena in “Miseria e nobiltà” al Traiano di Civitavecchia

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foto Marco_di_Meo

Debutta in anteprima al Teatro Traiano, il capolavoro di Eduardo Scarpetta del 1887, Miseria e Nobiltà nell’adattamento di Lello Arena e Luciano Melchionna che cura anche la regia, nell’ambito della stagione teatrale promossa da ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio con il finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio e del Comune di Civitavecchia, il 22 dicembre ore 21 e il 23 dicembre ore 17. Lello Arena, esponente di spicco della comicità partenopea vestirà i panni di Felice Sciosciammocca, celebre maschera inventata da Eduardo Scarpettae poi resa popolare al grande pubblico dalle interpretazioni cheTotòrealizzò per il cinema negli anni Cinquanta.Ambientato nella Napoli del 1890, Miseria e Nobiltà raccontala vita delle famiglie di Felice e Pasquale scandite dalla mancanza cronica di soldi e cibo e dalle pressanti richieste del padrone di casa Don Gioacchino per l’affittoarretrato. L’amore contrastato del giovane nobile Eugenio per Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito, sarà il pretesto per una serie di gag e travestimenti che renderanno ancora più ingarbugliata la situazione.

Lello Arena col nostro vice direttore Felicia Caggianelli

«Miseria e nobiltà.Miseria o nobiltà?Una cosa è certa, l’una non esisterebbe senza l’altra, così come il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate. Un perfetto ecosistema: senza un solo elemento, crolla l’intera ‘architettura’. In uno scantinato/discarica, mai finito e mai decorato, dove si nascondono istinti e rifiuti, tra le ceneri della miseria proliferano e lottano per la sopravvivenza ‘ratti’ che presto, travestiti da ‘cani o gatti’, sgomiteranno per salire alla luce del sole. Sono personaggi che trascinano i propri corpi come fantasmiaffamati di cibo e di vita. ‘Ombre si dice siano, queste maschere, ombre potenti’ in bilico tra la miseria del presente e la nobiltà della tradizione, intesa come monito di qualità e giusto equilibrio. In un pianeta dove i ricchi sono sempre più ricchi, grazie ai poveri che sono sempre più poveri, non ci resta che… ridere. E qui Lello Arena giunge perfetto erede di quella maschera tra le maschere che appartenne a Eduardo e ai suoi epigoni. Ancora oggi, tra commedia dell’arte e tragicomica attualità, i personaggi di Scarpetta, privi di approfondimento psicologico, vivono e scatenano il buonumore e le mille possibili riflessioni che l’affresco satirico di un’intera umanità può suggerire. Un’opera comica, dunque, per anime compatibili con la risata, in attesa del miracolo. ‘E cos’è il teatro se non il luogo dove il miracolo può manifestarsi?’ Tutto vive di nuovo e chissà che il sogno presto diventi realtà. Intanto, signore e signori, godiamoci le gesta goffe ed esilaranti di chi inciampa tra ‘miseria e… miseria’.» così Luciano Melchionna racconta lo spettacolo Lo spettacolo è una produzione Teatro Eliseo e Ente Teatro Cronaca Vesuvio teatro in collaborazione con Tunnel Produzioni.  Con Arena in scena anche: Tonino Taiuti (Gaetano Semmolone) Marika De Chiara e Sara Esposito (Gemma e Luigino) Fabio Rossi (Marchese Ottavio Favetti) Raffaele Ausiello (Eugenio Favetti) Andrea de Goyzueta (Pasquale) Giorgia Trasselli (Concetta) Maria Bolignano (Luisella) Carla Ferraro (Bettina) Serena Pisa (Pupella), Fabrizio Vona (Giacchino Castiello), Fabrizio Vona (Vicienzo) Veronica D’Elia(Peppeniello) Biase (voce fuori campo)

 

Teatro Comunale Traiano

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