Cerveteri, incrocio killer

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via settevene palo

GRAZIELLA VIVIANO: “INTANTO SI TOLGA IL PERICOLO” 

Tra la via Settevene Palo e l’A12

Proposta una soluzione semplice ed economica per lo svincolo killer. Evitare gli incidenti su via Settevene Palo, allo svincolo per l’autostrada è possibile. A parlare è Graziella Viviano, esperta in sicurezza stradale che, all’ennesimo motociclista finito sull’asfalto torna a ribadire quanto sia necessario agire d’urgenza.  

Si rivolge, in questo caso, all’amministrazione comunale di Cerveteri suggerendo, nell’attesa di fondi per una rotatoria o qualunque altro intervento impegnativo, di intervenire sulla viabilità: installando uno spartitraffico che impedisca agli automobilisti di attraversare le carreggiate, anche ai più distratti. 

Semplicemente le automobili non si incontrano transitando verso l’Aurelia, Cerveteri o diretti in autostrada. In questo ultimo caso, i veicoli potrebbero proseguire in direzione Cerveteri e alla rotatoria tornare indietro per l’ingresso autostradale situato alla loro destra. In totale sicurezza.  

Parliamo di un incrocio in un punto di intenso traffico, dove inevitabilmente tra chi entra in paese, chi taglia la strada per l’A12 e chi è transita in direzione Aurelia, si verificano tamponamenti. A volte fatali, su due ruote. 

 “Se si fosse aperta una voragine in strada – prosegue Viviano – si sarebbero messe subito le transenne intorno. È la stessa cosa, allo svincolo autostradale c’è una voragine che porta via delle vite, agire in emergenza con una segnaletica provvisoria è il minimo che un’amministrazione comunale possa fare. Incanalare il traffico è l’unica soluzione in un incrocio come quello su via Settevene Palo. Un intervento che non costa nulla, usando new jersey in plastica che un domani, si possono anche riciclare. Sicuramente costano meno della perdita di una vita umana”.

E delle ossa rotte di Salvatore Annarumma, che il 21 aprile scorso percorreva in moto via Settevene Palo diretto a Ladispoli. “All’altezza dello svincolo, una macchina incanalata verso l’autostrada, negli ultimi metri mi si è buttata davanti. Ho cercato di evitarla, mi ha tamponato quasi lateralmente e sono volato per una ventina di metri riportando una frattura alla mano, che rischio di dover operare, e una contusione al ginocchio. È un tratto di strada dove gli incidenti sono quotidiani, la percorro tutti i giorni”.

In convalescenza, si è rivolto all’esperta affinché le sue ossa non si siano rotte invano. É facile, basta volerlo. Una soluzione veloce quella suggerita dell’architetto, per non morire in strada in maniera assurda. Come purtroppo avvenne alla figlia Elena Aubry nel 2018 a Roma mentre percorreva in moto una strada dall’asfalto dissestato. La causa della caduta fatale.  

Cosa stanno aspettando? 

di Barbara Pignataro