LADRI DI MADONNINE, ENNESIMO FURTO SUL LITORALE

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DA LADISPOLI A FIUMICINO, I LADRI CONTINUANO A COLPIRE LA COMUNITÀ RELIGIOSA. IL VESCOVO: «UN’OFFESA ALLA MADRE DI DIO»

Cerveteri, Ladispoli poi anche Palidoro e Maccarese. Continuano a sparire le statuette della Madonna. Troppi casi, almeno 5 o 6, per non sospettare su una banda o un ladro solitario intenzionato a lasciare la sua firma in ambienti religiosi e non solo. L’ultimo raid in ordine cronologico è avvenuto nella cappella rurale dedicata alla Beata Vergine Maria in zona Tre denari a Maccarese, nella parrocchia San Giorgio. Poco distante dalla chiesa di Palidoro dove la settimana precedente era stata sottratta un’altra immagine della Madonna. Un gesto che ferisce ancora la diocesi di Porto-Santa Rufina. Recentemente un colpo è stato segnalato anche a Ladispoli e a sfogarsi è la società di pattinaggio della Debby Roller Team perché la statuetta della Madonnina era posizionata nei pressi dell’impianto di via Canova.

«Siamo sconcertati e disgustati da ciò che avete fatto ogni anno entrate nell’impianto e ci fate dei danni che per noi sono molto onerosi e ci troviamo ogni anno a dover spendere di tasca nostra soldi per tutto il materiale che ci rubate. Ma a questo non ci eravate mai arrivati, avete rubato la nostra Madonnina».

Cerveteri. Nei mesi scorsi ad essere trafugata nel cuore della notte la Madonnina riposta in una cappella in via della Lega. Quel posto, un piccolo luogo sacro e di conforto per i residenti, era anche un luogo di ritrovo dove diversi cittadini erano soliti riunirsi e dove ognuno poteva fermarsi ogni qual volta ne sentisse il bisogno. Nel 2019, ignoti si erano introdotti nella Chiesa SS. Trinità trafugando la statua della Madonna di Medjugorje per fortuna ritrovata dopo 48 ore dai carabinieri.

Gli ultimi avvenimenti scuotono la Diocesi. «L’ultima rubata – scrive non era di particolare pregio artistico ma di immenso valore affettivo per le donne e gli uomini che qui hanno iniziato a costruire il loro futuro negli anni ‘50, quando arrivando da tante parti d’Italia recuperavano la terra al lavoro agricolo. Eressero questa cappella che si trova in via dei Monti dell’ara a custodia delle famiglie, come ricorda la targa datata anno 1958. Oggi la piccola chiesa si trova in una proprietà privata e continua ad essere preziosa memoria della devozione e della fede delle nostre madri e dei nostri padri». In riparazione dell’offesa alla Madre di Dio – è l’annuncio dalla Diocesi – e in preghiera per la conversione dei cuori degli autori del misfatto, il vescovo Gianrico Ruzza ha celebrato una messa nel Santuario di Santa Maria della visitazione a Santa Marinella.