Ladispoli, murati i locali della stazione: i clochard restano fuori 

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Decisione drastica delle Ferrovie che scatena le prime reazioni. Il consigliere Ardita: «Metodo disumano». 

Locali murati. La sala d’attesa della stazione di Ladispoli non è più accessibile per i clochard. Ci sono dei muri di cartongesso per impedire ai senza fissa dimora che popolano lo scalo di poter accedere soprattutto di notte.

Nelle ultime ore i dirigenti delle Ferrovie hanno adottato una decisione drastica forse anche per le pressioni dei pendolari che in queste settimane avevano protestato per il degrado segnalando sporcizia e temendo situazioni di pericolo dal punto di vista igienico-sanitario. Non tutti però hanno digerito questo provvedimento. «Direi troppo drastico nei modi – afferma Giovanni Ardita, consigliere comunale di Ladispoli – anche se il territorio è privo di una casa di accoglienza che possa dare riparo a queste persone. Non ci sono solo stranieri. Tra di loro ad esempio Luigi, Luca e Adriano, hanno più di cinquant’anni, sono italiani e da oltre 30 anni vivono a Ladispoli. Ci ho parlato più volte e vorrebbero tanto avere un posto dove andare. Il Comune quando penserà anche a loro?».

Arriva la replica. «La decisione di impedire l’accesso ai clochard in stazione – interviene Fiovo Bitti, assessore alle Politiche sociali – è stata presa da Rfi e la loro risposta è stata quella di aver recepito una direttiva a livello nazionale soprattutto per ragioni di sicurezza. A Ladispoli in passato si erano verificati degli incidenti mortali per l’attraversamento sui binari dei senza fissa dimora». Ci sarebbe l’opportunità di avere un posto letto nella stazione di Civitavecchia. «Lì ci sono sei spazi disponibili – prosegue – ma non credo che si sposteranno da Ladispoli».