Ladispoli, il processo del kitesurfer ferito a Torre Flavia salta ancora

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Kitesurfer ferito a Torre Flavia. Immagine: Il Messaggero.it

L’incidente ad ottobre del 2019. Alessandro Ognibene aspetta ancora che si faccia giustizia, ma il Giudice di pace è andato in pensione. 

L’udienza del kitserufer ferito a Ladispoli salta ancora. Insomma, non è più una novità. «Il Giudice di pace è andato in pensione: questa udienza è rinviata a data da destinarsi». Non c’è verso di iniziarlo questo processo relativo al kitesurfer gravemente ferito da un elicottero militare nella zona di Torre Flavia il 3 ottobre del 2019. Prima l’emergenza Coronavirus, poi lo spostamento del caso dal tribunale ordinario al Giudice di pace per arrivare ad aprile di quest’anno: difetto di notifica e prima tappa giudiziaria congelata ancora una volta. Ora invece l’ulteriore decisione di convocare le parti in causa chissà quando vista «l’impossibilità di tenere l’udienza nella data prevista». In poche parole l’ufficio non sarebbe stato in grado di affidare l’incartamento a un nuovo giudice.

Kitesurfer ferito a Torre Flavia

E così Alessandro Ognibene, l’appassionato di kite risucchiato dal bipala del potente Chinook che proprio in quel momento stava transitando sulla costa ladispolana per un addestramento interforze organizzato dalla Nato, dovrà attendere ancora tanto per avere giustizia. Il vortice provocato dal velivolo lo fece sbalzare per oltre 10 metri scaraventandolo sulla sabbia e provocandogli un forte trauma cranico e lesioni in tutto il corpo causandogli danni permanenti. Venne trasportato d’urgenza in eliambulanza al Policlinico Gemelli dove restò ricoverato per parecchie settimane. Gli imputati del processo sono tre: un graduato della Marina e due piloti dell’Esercito. Erano stati rinviati a giudizio già due anni fa.