LA VITTIMA DELL’INVESTIMENTO IN STAZIONE ERA UN CLOCHARD ITALIANO

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UNA TRAGEDIA DIETRO L’ALTRA LUNGO I BINARI. L’EMERGENZA DEI SENZATETTO NON È STATA RISOLTA.

L’allarme sicurezza alla stazione di Ladispoli-Cerveteri ha fatto scattare un altro allarme: quello dei clochard. La vittima dell’incidente della scorsa settimana è il 60enne Francesco Lazzeri, un senza fissa dimora, dilaniato dal passaggio di un Freccia Bianca alle ore 11.40 del mattino. A polizia ferroviaria e carabinieri, giunti sul posto, il compito di ricostruire la dinamica. Ad oggi non si è capito se l’uomo, ospite di un centro Caritas nella Capitale, abbia compiuto il gesto estremo oppure se si sia avvicinato troppo al convoglio finendo per essere travolto. Anche perché alcuni testimoni avrebbero raccontato alle forze dell’ordine di averlo intravisto barcollare sulla banchina del binario 3. Sta di fatto che il macchinista non è riuscito a scongiurare il violento impatto.

La media è altissima negli ultimi anni. Un vero problema registrato non solo nella stazione dove sono state collocate da tempo le barriere anti-attraversamento ma anche nelle aree più distanti. È il caso ad esempio del gruppo di senzatetto insediatisi all’interno dei magazzini sotto al cavalcaferrovia “Nove Novembre”. Gli sbandati per raggiungere il tugurio hanno sempre passeggiato sulle rotaie come fossero su un marciapiede del centro storico. Per fare ulteriore chiarezza: il caos alla stazione quindi non è provocato solo dai passeggeri che attraversano il binario 1 una volta scesi dal treno, e anziché adoperare il sottopasso rischiano la multa della polfer, e naturalmente la vita. Poi Rfi è corsa ai ripari posizionando le recinzioni lungo i terreni. Palazzo Falcone aveva annunciato ad inizio 2021 uno sgombero che effettivamente è stato poi messo in pratica. «Il giorno dopo – svela il primo cittadino ladispolano, Alessandro Grando – i clochard sono tornati dentro sfondando la porta. Abbiamo presentato una denuncia ai carabinieri. L’unica soluzione è quella di murare il locale. Occorrono dei fondi, presto ci muoveremo in questa direzione».

C’è chi lancia proposte. «Le sciagure stanno diventando una consuetudine purtroppo – interviene Giovanni Ardita, consigliere comunale di Fratelli d’Italia – e non si può più restare indifferenti. I ministeri dei Trasporti e degli Interni, Trenitalia e Rfi dovrebbero riunirsi attorno ad un tavolo per istituire una postazione della polizia ferroviaria a Ladispoli». Cacciati dal tugurio sotto al cavalcaferrovia. Allontanati anche dalle panchine della stazione ferroviaria dagli agenti della Municipale. A Ladispoli tutto però è tornato come prima. I senza fissa dimora hanno ripreso possesso del magazzino e nuovamente dello scalo. Sono così tanti in città che l’emergenza è esplosa nuovamente. Di giorno ricevono un pasto caldo alla Caritas di via Fermi. Ogni tanto vengono aiutati dalle parrocchie. Poi nel tardo pomeriggio tornano ad occupare prefabbricati abbandonati, le rive dei fossi e le aree verdi come nella zona di Palo Laziale. In prevalenza dell’Est europa, i bisognosi non hanno un centro dedicato a loro. Nemmeno nei comuni limitrofi. Si era tornato a parlare di loro quando lo scorso anno l’Asl li rincorse per somministrargli il vaccino antinfluenzale scovandoli persino nei camper o nella baraccopoli di fronte agli uffici postali. Poi di colpo i cittadini stranieri sono diventati nuovamente “invisibili”.