LA SORDITÀ DELL’ANZIANO

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La presbiacusia detta anche sordità dell’anziano è caratterizzata da un progressivo peggioramento della capacità uditive che riguarda entrambi gli orecchi (bilaterale). Può essere accompagnata o meno da acufeni e generalmente inizia verso la 5° – 6° decade di vita. Nei paesi industrializzati la presbiacusia è più rilevante negli uomini rispetto alle donne (inizia prima dei 60 anni ed è di maggiore intensità quanto a dB (decibel). Trattasi di una patologia assai frequente (400 milioni di persone ne sono affette su scala mondiale). . (Arnold W. Ganzer U., Jurato S. Otorinolaringoiatra 2008).

Quali sono le cause? La componente ereditaria non va trascurata cosi come una predisposizione genetica che comporti un’evoluzione fisiologica ma soprattutto degenerativa imputabile a cause esogene (provengono dall’esterno) quali influenze ambientali, il rumore sia durante il lavoro che nel tempo libero, il tipo di alimentazione (non equilibrata con eccesso di lipidi e glucidi, carente di acqua, vegetali sia crudi che cotti, legumi etc), farmaci ototossici che danneggiano l’orecchio interno e dunque la coclea (specie aminoglucosidici). Nei soggetti più giovani droghe e musica ad alto volume (ipoacusia da rumore con danno acustico cronico).

Lo stesso dicasi, come detto, per tutti i lavoratori esposti a rumori forti e continui (operai metallurgici, orchestrali, aeroportuali, scalpellini etc). In tutti questi casi la diminuzione dell’acuità uditiva inizia a meno di 40 anni. Aggiungiamoci patologie neurologiche o internistiche. Queste cause esogene danneggiano la coclea, organo essenziale per l’udito, con rilassamento della membrana basilare (ove si trova l’organo del Corti) per perdita della rigidità delle cellule di sostegno e delle cellule acustiche Esterne (CAE). L’attività contrattile di quest’ultime (provviste di cellule ciliate) è responsabile della capacità della cloclea di produrre suoni (otoemissioni acustiche). <E’ dall’integrità di queste CAE che dipende la capacità di udire suoni deboli e di distinguere piccole differenze di frequenza> (Otorinolaringoiatria op. cit.).

Nell’ eziologia della presbiacusia e dell’ ipoacusia precoce, oltre alle cause esogene periferiche, non vanno dimenticate le patologie delle vie acustiche centrali. Qual è la patogenesi? La degenerazione delle cellule ciliate. Comporta un danno a carico dei neuroni cocleari e dallo stesso nervo cocleare. Alla stessa stregua è alterata la funzione di tratti delle vie acustiche centrali (nuclei cocleari dorsali e ventrali, nucleo olivare, corpo trapezoide) corpo quadrigemino inferiore e genicolo mediale). Quali sono i sintomi? Vi è una sordità progressiva specialmente a carico delle frequenze elevate che non dei toni gravi. Il paziente sente meno bene, vi è una ridotta comprensione verbale specie, se l’ambiente è rumoroso (nei casi meno gravi): disagio in ambiente rumoroso (effetto costail) con talora aggiunta di acufeni soggettivi (percepiti solo dal malato).

Quando la presbiacusia diviene più severa ed invalidante si assiste, assai spesso, ad un isolamento psicosociale, solitudine. Talvolta anche allo stato depressivo. Va comunque precisato che non ogni forma di sordità dell’ anziano è imputabile alla presbiacusia: malattie sistemiche su base autoimmune, patologie neurologiche o di pertinenza internistica, l’ipoacusia causata da farmaci ototossici, l’ipoacusia da trauma a seguito di contusione labirintica (colpo di frusta cervicale, trauma cranica cervico – encefalico).

Quali esami diagnostici richiedere? Dopo un’accurata anamnesi, es. obiettivo e visita ORL sono necessari degli esami della funzionalità uditiva (audiogramma, acufenometrica etc.). Se si sospettano patologie vestibolari (canali semicircolari con turbe dell’equilibrio) è bene utilizzare gli occhiali di Frenzel al fine di ricercare un nistagmo spontaneo o provocato da cambiamento di posizione del paziente. In caso di reperti patologici si ricorre alla R.M. (Risonanza Magnetica).