LA GRAZIOLA – BELLA QUANTO PERICOLOSA

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La Graziola (detta anche Grazia Dei, Maza Caval, Erba di povoromu) è una piccola pianta perenne (altra tra i 20-50 cm) che cresce spesso mescolata con le altre erbe e le canne ai margini dei corsi d’acqua ombreggianti o vicino agli acquitrini. Porta questo nome perché è bella a vedersi, con fusto eretto, incavato, tondo alla base, angoloso alle sommità; le foglie sono verdi, sessili (in botanica significa una foglia priva di picciolo, che si attacca direttamente al ramo); i fiori possono essere giallastri, lilla, rosati e sono nell’ascella delle foglie. Sembra un’opera d’arte floreale ma è un aspetto che inganna; l’odore è nauseante, il sapore è amaro, acre e può provocare la morte.

E’ dunque una pianta molto velenosa che in dosi eccessiva può uccidere. Eppure tra il 1400 e il 1600 era chiamata Grazia Dei perché considerata un salvavita, un ottimo medicinale. Tutto, come sempre, dipendeva dalla dose somministrata. Era quella l’epoca dei salassi, clisteri, purghe per curare soggetti pletorici che tendevano alla scompenso cardiocircolatorio. Si è scritto che il nome volgare di Erba di poveromu era dovuto al fatto che coloro che ne facevano uso non potevano permettersi trattamenti più costosi. Personalmente credo invece che il termine si riferisce a quei pazienti che, per le forti dosi, non sopravvissero.

La Graziola appartenenti alla famiglia delle Scrofulacee e contiene una sostanza stimolante cardiaca, assai insidiosa: la digitale. In Italia è presente al nord, al centro, in Campania, in Puglia. Non è la sola a contenere la digitale. In ogni parte del mondo un gran numero di estratti vegetali contengono glicosidi cardioattivi. Gli indigeni di varie terre lontane utilizzavano la droga come veleno per le frecce e per i riti magici. Da secoli poi i Cinesi sfruttano la proprietà farmacologica dalla pelle essiccata del rospo. La digitale non è esclusiva del mondo vegetale.

Fu Fuchius, nel 1550, che classificò la digitale con il nome botanico di Digitalis purpurea. La digitale officinale corrisponde alle foglie essiccate della pianta che parta questo nome. Sostanze cardioattive sono anche contenute nei semi e nelle foglie di molte altre piante della serie digitalica. Attualmente la medicina officinale la impiega sono nella fibrillazione atriale ad alta frequenza cardiaca e, in associazione ad altri farmaci, nello scompenso cardiaco severo: pazienti in ritmo sinusale con FE (frazione di eiezione) inferiore al 40% con persistenza dei sintomi (artopnea, dispnea a riposo , asma cardiaca etc), nonostante una corretta terapia (ace; beta-bloccanti, antagonisti dell’aldosterone, diuretici dell’ansa etc).

La digitale è un farmaco inotropo positivo (aumenta la forza contrattile del miocardio con incremento della gettata cardiaca e della diuresi). E’ in grado di rallentare la frequenza ventricolare nei pazienti in fibrillazione o flutter atriale, grazie al blocco degli impulsi a livello del nodo SA (seno atriale). A concentrazioni più alte blocca anche gli impulsi condotti a livello del nodo AV (atrio ventricolare). Questo effetto Cronitropo negativo se eccessivo può essere mortale. Riduce il periodo refrattario (conduzione intracardiaco dello stimolo), effetto dromotropo.. Modifica infine l’attività elettrica delle fibre ventricolari del sistema His – purkin) e (effetto batmotropo, eccitabilità della fibra muscolare). La sua azione coinvolge il sistema nervoso autonomo periferico: attività vagale (parasimpatico) a livello del nodo SA, degli atri e del nodo AV; azione sul sistema nervoso autonomo simpatico a carico del sistema His – Purkinye (eccitazione, extra….) che non è affatto influenzato dall’attività vagale.

Comprendo bene di essere balzato dalla botanica della Graziola, alla sua storia clinica per planare in tema strettamente cardiologico specialistico. Tutte le piante appartenenti alla famiglia delle Scrofalacee contengono digitale. Sono pertanto vegetali assai pericolosi. Le frecce avvelenate degli indigeni contenevano dosi talmente elevate di droga da provocare o l’arresto cardiaco oppure fibrillazione ventricolare. La digitale oggi, in buone mani, è ancora utile: sono in commercio formulazioni con basso dosaggio, PG, pediatrico geriatrico. Credo che però troppi siano stati, nella storia della medicina, i decessi per eccesso di digitale