LA POLITICA CON LA P MINUSCOLA

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Abbiamo visto quanto sia stata “sofferta” la candidatura a Sindaco di Cerveteri per il Centro Destra di Gianni Moscherini, nome imposto da Roma, come si usa dire quando certi interessi prevaricano i confini naturali del territorio, ma come dovremmo definire il “travaglio” della coalizione di centro sinistra che si identifica nella maggioranza di Pascucci, che sboccia nella persona di Elena Gubetti? Il candidato è stato presentato allo stabilimento Six Beach House di Campo di Mare e sarebbe inutile dire che l’evento abbia mancato della meticolosa organizzazione nota a tutto ciò che riguarda Pascucci, eppure qualcosa non quadrava. C’erano delle assenze importanti risultate per lo meno imbarazzanti per Italia in Comune, che hanno lasciato spazio a svariate interpretazioni che spaziavano dalla “politica” tecnicamente intesa al “gossip” che in certi casi la colora, prendendo ad esempio il più noto “Silvio” al quale in più occasioni il nostro Alessio si è “ispirato”. Ma gossip a parte, che ha prevalso e ha mandato su tutte le furie la bella Federica che in quella candidatura tanto ci contava, passiamo ad Elena. Architetto, capace, competente, che ha ottenuto risultati apprezzabili con la raccolta differenziata navigando nelle acque di un appalto torbido, viziato da una interdizione anti mafia, da lunghe vertenze tra le due aziende in “ATI” Camassa ed MSV e le rispettive maestranze, oberata da turni di lavoro massacranti, mancanza di macchine da dedicare a specifici servizi, assenza di sicurezza sul lavoro, e mancanza di puntualità sul pagamento delle spettanze. Tutte cose che hanno procurato in certi momenti notevoli disservizi, subiti dalla popolazione ma che non hanno mai prodotto almeno una lettera di richiamo alle aziende che si ricorda vincitrici di un appalto pubblico, “Shapò”! E ciò che sconvolge è che il Partito Democratico butta i suoi iscritti nello sconforto “asservendosi” ad una candidatura “pascucciana” che consolida il sospetto che Cerveteri corre il rischio di un “vassallaggio” romano a destra e a sinistra, per volontà di chi non ha ideologia, non ha scrupoli ma soltanto giganteschi interessi che hanno “addentato” la politica che ha ormai perso la “P” maiuscola.

Toni Moretti