FEBBRAIO D’AUTORE: SILVIA BRINDISI

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Silvia Brindisi

Romana, insegnante, scrittrice appassionata di poesia: Silvia Brindisi torna a parlare di se e dei suoi progetti futuri.

di Barbara Pignataro

A distanza di 3 anni torna a trovarci Silvia Brindisi, la scrittrice romana conosciuta in occasione dell’uscita del suo primo libro ” Amicizie Magiche” dove con un’intervista senza filtri si presentò al territorio, portando favole e messaggi d’inclusione. Romana, come molti, veniva in vacanza d’estate a Ladispoli con la famiglia, torna oggi in redazione per raccontare la sua crescita personale, i progetti futuri.

Che cos’è l’amicizia per te? Un valore importante nella vita di tutti, un mezzo che ti permette di aiutare ed essere aiutato.

Oggi a 39 anni, che tipo di amica sei diventata? Questo dovrei lasciarlo dire agli altri, credo di essere una buona ascoltatrice, molto sincera e schietta. Una caratteristica a volte scomoda, non tutti vogliono sentirsi dire le cose come stanno, ma sono apprezzata.

Lavori con i bambini, spesso a contatto con persone che vivono situazioni difficili, e nel tuo secondo libro parli della fragilità umana, qual’è la tua? Tutti ne abbiamo, forse proprio questa, che è al contempo la mia stessa forza: mi dispiace vedere le persone in difficoltà e sole che non vengono aiutate. Parlo di queste tematiche per contribuire a diffondere sensibilità. Non è facile.

Il tuo prossimo progetto, di quale debolezza tratterà? Lasciamo che sia una sorpresa per i lettori, al prossimo incontro che, spero, avverrà a breve. Posso dire però che in questi anni mi sono avvicinata molto alla poesia, ho partecipato a concorsi letterari e con soddisfazione ho riscontrato, anche in questo ambito, un discreto successo. A Monterotondo, con “Semplicemente Donna” mi sono piaciuta! É emersa una capacità di sintesi che non credevo mi appartenesse, di cui sono soddisfatta.

Comunicazione a tutto tondo, non sei schiva, cosa pensi della radio?

Un sogno nel cassetto, realizzare una rubrica settimanale dove parlare di attualità in radio mi renderebbe felice, difficile da realizzare ma non impossibile. Di parlare non ne ho mai abbastanza, sarebbe un piacere non un lavoro, un’emozione grande.

Quale tra i due libri che hai scritto ti ha emozionato di più?

“Chi parla poco, ha gli occhi che fanno rumore”, il mio secondo libro. Ero in provincia di Salerno, un paese a cui sono legata e dove non mi aspettavo grandi riscontri, tra gli ospiti anche giornalisti noti, e nel presentare il libro mi sono emozionata molto. Sono una scrittrice soddisfatta ma emergente, non famosa e con molta strada ancora  da percorrere. In un contesto come quello attuale, nel quale sono tutti un pò scrittori, è diventato difficile farsi conoscere dal grande pubblico. Aggiungo anche la triste realtà della sempre più limitato interesse nella lettura, sopratutto dei più giovani.

Attualmente insegni alla scuola materna, a contatto con la purezza dei piccoli, un consiglio che ti senti di dare ai genitori?

Si allo sport, ma maggior spazio al dialogo per esternare le emozioni. Altro che cellulare, regalare ai figli condivisione: insieme al cinema, leggergli una favola…

A proposito di favole, qual’è la tua preferita? Aiuto, Mi hai spiazzato!

 

 

 

 

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