“I clochard non possono più stare sotto il ponte di Ladispoli”

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Faccenda vergognosa. Indegna di una città civile che ha sempre fatto dell’assistenza alle categorie meno abbienti il proprio fiore all’occhiello.

Parliamo dei poveri disperati che vivono, anzi sopravvivono, sotto il ponte di viale Europa, nei magazzini del cavalca ferrovia, in condizioni pietose, igienicamente precarie e privi delle minime condizioni di sicurezza. Una storia iniziata molti mesi fa quando la passata amministrazione decise di adibire i locali a ricovero per clochard e senza tetto nei mesi invernali per ripararli dal gelo e dalle intemperie. Ma quella che doveva essere una soluzione tampone, come spesso accade in Italia, col trascorrere del tempo è diventata una consolidata tradizione. E le conseguenze sono state devastanti con clochard malati, altri aggrediti, tutti costretti a vivere in situazioni sanitarie da terzo mondo. E, nonostante il lodevole impegno delle associazioni di volontariato, sotto il ponte di viale Europa siamo arrivati al livello di guardia, tanto che la nuova amministrazione ha deciso di andare fino in fondo e mettere mano a questa terra di nessuno, creata da chi se ne lavò le mani ghettizzando questi poveri disperati in un magazzino freddo, sporco, degradato e vergognoso. Basti pensare che la scorsa primavera l’ex sindaco aveva firmato un’ordinanza comunale intimando lo sgombero dei locali e trasmettendo poi l’atto alla Prefettura. Successivi sopralluoghi effettuati dalle forze dell’ordine confermarono come il magazzino non fosse in possesso di alcun requisito igienico sanitario. Tanto per cambiare, non accadde nulla e non vi furono bonifiche.

“Purtroppo questa triste vicenda – spiega l’assessore alla Protezione civile ed Ambiente, Francesco Prato  –   è una pesante eredità che ci ha lasciato la passata amministrazione. Stiamo già lavorando per risolvere il caso, i senzatetto non possono più stare in quel luogo indecente e malsano, devono ottenere una sistemazione decorosa. Negli anni si sono contate delle vittime in quel magazzino per fame, disperazione e freddo. Con i nostri volontari, in questa fase transitoria, non li abbandoneremo cercando di dare loro sempre assistenza”.

E’ palese che la questione sia difficile da affrontare, Ladispoli non ha strutture pubbliche da adibire a ricovero permanenti per clochard, sovente si sono trovate soluzioni precarie che si sono rivelate deleterie. Peraltro, da tempo si nota un aumento della presenza di poveri disperati che sono attratti dalla possibilità di ricevere aiuti concreti dalle organizzazioni umanitarie che da anni sono in prima linea per portare soccorso a chi vive in condizioni disagiate. Comprese molte famiglie anche italiane che hanno perduto il lavoro e sono finite in mezzo alla strada. C’è molto da lavorare, l’importante è che in piazza Falcone finalmente si sia smesso di girarsi dall’altra parte davanti ai problemi reali della gente.