A Cerveteri la Fornace della discordia

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Nacque nel 1930 come fabbrica di mattoni, chiuse per motivi economici nel 1969, da mezzo secolo è una struttura fatiscente e pericolante davanti alla scuola Montessoridi Giovanni Zucconi

A piazza della Fornace, a Cerveteri, c’è una struttura che sicuramente ricorda tempi migliori. In quella zona, a partire dal 1930, era presente uno stabilimento industriale che produceva mattoni di argilla di altissima qualità. Dava lavoro a ben centodieci operai, e riforniva di solidi mattoni tutto il territorio circostante. Poi lo sviluppo di altri sistemi costruttivi, portò prima alla crisi, e poi alla chiusura dello stabilimento nel 1969. Di questa fabbrica oggi non rimane praticamente più nulla. Solo una piccola e fatiscente struttura posta davanti al plesso scolastico Montessori, una scuola dell’infanzia che ospita bambini dai 3 ai 6 anni. L’immobile era il vecchio deposito del carbone che alimentava la fornace. Da allora giace inutilizzato e, soprattutto, abbandonato. Era stato chiuso, molti anni fa, con delle grate di ferro. Ma con il tempo queste sono in parte cadute, aprendo la strada al degrado incontrollato della struttura, e al suo utilizzo come pattumiera a cielo aperto. Tutto questo proprio di fronte alla scuola d’infanzia. Questo degrado è stato segnalato da tempo dai residenti, che ne hanno sempre denunciato lo scempio urbanistico e la pericolosità, ma fino ad oggi non era stato mai fatto nulla, se non ripulire meglio, ogni tanto, la parte esterna del manufatto. Ma l’ultima lettera pubblica di denuncia, che chiedeva all’Amministrazione comunale di riqualificare definitivamente l’area e a “provvedere a ripristinare una situazione di decoro urbano”, ha ottenuto i risultati sperati. Qualcosa si è finalmente mosso. Innanzitutto l’area è stata chiusa con una recinzione di ferro, che adesso impedisce a chiunque di avvicinarsi e di farsi male, e di gettare la spazzatura nel vecchio deposito del carbone. Ma la cosa veramente significativa, è che sono state avviate delle trattative tra l’Assessore alla Programmazione, Giuseppe Zito, e i rappresentanti del Rione la Fornace, per la riqualificazione definitiva della struttura. Per conoscere meglio i progetti di recupero urbanistico che si stanno elaborando in questi giorni, abbiamo intervistato il Vicesindaco Giuseppe Zito.

Assessore, ci aveva anticipato che qualcosa si sta finalmente muovendo per sistemare definitivamente il degrado che per anni è stato sopportato dai residenti di piazza della Fornace. Una prima domanda. Chi è l’attuale proprietario di quella struttura?

“In realtà non è che si capisca molto bene. Diciamo che era tra le cose che sarebbero dovute passare da un privato al Comune di Cerveteri, ma sembra che poi non sia mai stato formalizzato l’atto. Ma possiamo tranquillamente dire che fa parte del patrimonio comunale.”

Come pensate di riportare un po’ di decoro nella piazza?

“Ci stiamo lavorando. Pensiamo che la soluzione migliore sia quello di assegnare l’uso della struttura proprio agli abitanti del rione. Stiamo facendo delle verifiche, insieme al Rione e al nostro Ufficio Urbanistica, per capire se è possibile assegnargli l’area.”

Ci sono dei progetti di recupero e di riutilizzo?

“Il Rione la Fornace ha intenzione di recuperare quell’immobile e, anche se di modeste dimensioni, di riqualificarlo utilizzandolo come piccolo punto di incontro per il quartiere. C’è anche allo studio il progetto di trasformarlo in un piccolo museo che ricordi la storia della Fornace. Non dimentichiamoci che questa è stata la più grande realtà “industriale” che ha avuto Cerveteri.”

A che punto sono le trattative con il Rione la Fornace?

“Siamo abbastanza avanti. Credo che entro l’anno si possa procedere con l’assegnazione dell’area.”

Ci saranno sicuramente delle spese per il recupero e la riqualificazione della struttura. Chi le sosterrà?

“I lavori verranno portati avanti dal Rione la Fornace. Il rione cercherà di trovare un modo per finanziare l’intervento, ma non so esattamente come intendono procedere. Appena definiremo meglio l’atto di assegnazione, avremo le idee più chiare su come andremo avanti.”

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