Bracciano Dall’8 all’11 settembre “Festival Dancescreen in the Land”

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Performance e coreografie all’insegna di Antonio Canova al teatro nella natura di Borgo Acqua Paola. Prime nazionali e danzatori internazionali. Evento in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza, sostenuto dal Ministero della Cultura

Fa tappa a Bracciano l’evento internazionale di danza che celebra, a duecento anni dalla morte, il grande scultore Antonio Canova (1757-1822). Una tre giorni di straordinari spettacoli in una location d’eccezione, quale quella del teatro all’interno di Borgo Acqua Paola tra i boschi di Pisciarelli a Bracciano. Una tappa che unisce Bracciano a prestigiosi luoghi romani quali la Fornace dello stesso Canova, a pochi passi da via Ripetta, e il Ninfeo della Villa dei Quintili nel Parco Archeologico dell’Appia Antica. Il “Festival Dancescreen in the Land”, organizzato dall’Associazione Canova22, rilegge e reinterpreta le forme del grande artista e le traduce in innovative coreografie. A Bracciano verranno presentate prime nazionali e interverranno, in esclusiva, danzatori internazionali. Dalla Fornace Canova, dove lo scultore cuoceva i suoi bozzetti in terracotta e dove ha preso il via il 1° settembre, il Festival si sposta a Bracciano dando al pubblico la possibilità di incontrare gli interpreti ma anche di godersi un aperitivo e una cena. Per l’occasione attivo un servizio navetta, andata e ritorno per Bracciano centro, che da Piazzale Pasqualetti condurrà lo spettatore fino alla struttura. L’evento, patrocinato dal Comune di Bracciano e in collaborazione con la Strada dei Sapori e della Cultura dell’Antica Via Clodia, è inserito in “Dancescreen”, progetto triennale sostenuto dal Ministero della Cultura e in collaborazione, tra gli altri, con l’Accademia Nazionale di Danza. Si inizia a Bracciano l’8 settembre alle 19.15 con “PlayBach”: il Balletto Teatro Torino, tra le compagnie più in vista in Italia, danza sulle note di Bach. (L’appuntamento è a favore di Afron, onlus impegnata in Africa contro i tumori). A seguire “Shocking” col Gruppo E-Motion e Koreoproject che racconta il viaggio di due fenicotteri rosa ispirato al Codice del Volo di Leonardo. Il 9 settembre “Winter” con il Ballet Theater Trier col quale il coreografo Roberto Scafati ha ottenuto grandi successi in Germania. Sabato 10 settembre, in prima nazionale, Mandala Dance Company si esibisce in “White Integrale22” e a seguire “Riti di Passaggio”. Per il gran finale, domenica 11 settembre, ancora Mandala Dance Company in “Follow water” per celebrare l’acqua come simbolo di conoscenza collegata all’universo femminile. Si chiude con le compagnie La Luna Dance Theater e Conero Dance Festival – Wuppertanz con lo spettacolo “Le tre Marie del Mare”. I video ripresi nel corso del Festival verranno proiettati in autunno al Museo Maxxi di Roma. Il Festival Dancescreen in the Land – danza, arte, video, natura, archeologia, web – da Bracciano tornerà poi a Roma al Ninfeo della Villa dei Quintili, dal 14 al 18 settembre, dove Canova lavorò come sovrintendente, e fino al 9 ottobre, tra performance ed eventi, alla Fornace Canova.

Graziarosa Villani

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L’associazione CANOVA22

L’associazione ha sede a Roma in Via Canova 22, nell’antica fornace dello scultore neoclassico. È stata fondata e viene gestita da un gruppo di artisti di varie discipline (pittura, scultura, architettura, letteratura) con una specifica e consolidata esperienza nella danza e nella videodanza. Coreografi e danzatori, soprattutto, portano avanti un progetto di promozione culturale che unisce il luogo, l’arte, gli spettacoli e la formazione aggiornata alle innovazioni tecnologiche.

Antonio Canova e Roma

L’artista, nominato nel 1802 da Napoleone come soprintendente per gli scavi dell’Appia Antica, immaginava già la creazione di un grande Parco. Nella sua instancabile attività artistica e culturale si muoveva tra gli studi in Via Canova nel Campo Marzio e il sito archeologico, vivendo l’emozione per il ritrovamento dei marmi antichi. E adesso, con i passi delle compagnie, ispirati alla trasformazione alchemica tra terra, aria e fuoco, ritrova vita la dedizione di Canova per la danza, testimoniata dai molti disegni realizzati sul tema. Così il gesto che fa prendere forma all’idea originaria di un’opera, tradotto nel movimento, rende il corpo un “luogo”, edificio/spazio urbano nella città che si trasforma e che trasforma il corpo che la abita.