TAR LAZIO VANIFICA LE RICHIESTE DEI CITTADINI. ORA IL 5G PUÒ OVUNQUE.
di Maurizio Martucci
Sconfitta l’amministrazione guidata dal sindaco Gubetti, condannata al risarcimento complessivo pure di 8.500 euro. Due sentenze del TAR Lazio annullano Piano e Regolamento comunale sulla pianificazione della localizzazione delle antenne di telefonia mobile: non sono più valide mappa e controllo sulle emissioni elettromagnetiche, né la razionalizzazione del territorio per i siti degli impianti wireless. Si tratta del lavoro svolto col progetto P.R.A.E.E.T., un modello di tutela ecosostenibile adottato dall’Ufficio Urbanistica nel rilascio di concessioni e autorizzazioni all’installazione di tecnologia elettromagnetica.
Adesso le multinazionali possono osare su 4G e 5G dove vogliono, senza restrizioni. Una
mazzata per cittadini, comitati e movimenti che, solo due anni fa, dal Granarone
hanno sfilato in corteo invocando precauzione, regole e minimizzazione delle emissioni potenzialmente cancerogene. Adesso nuove antenne possono spuntare ovunque, come funghi, senza obbligo di dislocazione né criterio regolamentato.
C’è il via libera. Lo hanno deciso i giudici amministrativi di Roma, annullando gli atti e il Piano adottato con delibera comunale. Vincono Iliad e QB Tel: per ben due verdetti, l’avvocatura di Cerveteri ha perso, le sentenze non sono recentissime, ma solo ora L’Ortica ne è venuta in possesso.
“E’ illegittimo per il Comune stabilire, con lo strumento regolatorio, che le SRB (stazioni radio base, i tralicci antenne, NdR) possono essere realizzate solo in determinati siti (nella specie dieci). Ciò, infatti, configura un divieto generalizzato vietato”, scrivono i giudici. Nel primo caso è stato smontato il Piano di riassetto analitico dell’elettrosmog, nel secondo le
prescrizioni per la collocazione dei tralicci nelle aree preferenziali. Il motivo?
Difetto di istruttoria anche nella diversificazione dell’infrastruttura tecnologica. Ogni qual
volta trascinata in giudizio, Cerveteri ne è uscita con le ossa rotte. Ma i verdetti favorevoli (alla popolazione) però ci sono, usciti dai processi avanzati dai cittadini
(e non dal Comune): sarà un caso?





























































