Vi racconto la storia di Holly, una gatta che ha fatto quello che molti di noi non riuscirebbero mai. Dicembre 2012, Florida. Holly è in vacanza con la sua famiglia a circa 300 chilometri da casa sua e una sera, spaventata dai fuochi d’artificio. scappa. Inutili le ricerche e la famiglia è costretta a tornare a casa. Pensate alla distanza tra Milano e Firenze. Holly non si arrende. Per due mesi cammina attraversando tre stati, affronta pericoli, attraversa città e campagne. Sola. Guidata solo da qualcosa che la scienza fatica ancora a spiegare.
Quello che successe dopo ha dell’incredibile. Dopo 62 giorni, i vicini di casa notano una gatta magra come uno stuzzicadenti nel loro giardino. Controllo del microchip: è Holly. È tornata. Come ha fatto? Gli scienziati parlano di segnali olfattivi, campi magnetici, capacità sensoriali misteriose. Ma forse la risposta è più semplice: aveva una mappa nel cuore. Quanti dei nostri animali domestici nascondono capacità così straordinarie?
Holly ci ricorda che l’istinto, a volte, vale più di mille tecnologie. Una lezione di determinazione che ci dovrebbe far riflettere tutti. Il caso di Holly è un esempio notevole del fenomeno dell’homing, ovvero la capacità degli animali di ritrovare il proprio territorio e la propria “casa” anche dopo essere stati allontanati per lunghe distanze. Questo istinto si basa su una combinazione di sensi acuti, come l’olfatto, e la capacità di riconoscere punti di riferimento geografici per orientarsi e tornare verso la propria casa.




































































