Realizzazione del Megadigestore di Ambyenta Lazio in località Monna Felicità

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campo di mare

L’archiviazione del procedimento di riconversione a gas della centrale di Torrevaldaliga Nord, avvenuto poco tempo fa, e il rigetto del progetto dell’inceneritore proposto da A2A ci avevano illuso, per un attimo, che si fosse consolidata nelle istituzioni in cui siedono “i decisori”, la consapevolezza che questo territorio ha già pagato pesantemente il suo tributo in termini ambientali e di salute e che si andasse verso una visione altra del territorio, che guardasse ad una gestione ecosostenibile sia dei servizi che dei processi produttivi locali.

Evidentemente ci sbagliavamo. La nostra illusione è durata solo poche ore, visto che nella stessa giornata, a poche ore di distanza, ci è arrivata anche la notizia dell’autorizzazione alla realizzazione del Megadigestore di Ambyenta Lazio in località Monna Felicità. Parliamo di un megaimpianto da 120.000 t/a di forsu, ovvero di rifiuti umidi, fanghi etc…che verranno riversati su un territorio che a malapena ne produce 7000 t/a, per il tramite di 70 camion al giorno, per un totale di 21.000 camion all’anno, che produrrà 8.300.000 n/m3a di biometano e 10.700 t/a di anidride carbonica liquida con diversi ed importanti impatti ambientali sull’intero territorio. Un impianto al di fuori di ogni programmazione locale e regionale, che avrà due soli effetti : produrre profitti per i gestori (pochi) e impattare pesantemente sulla qualità della vita e della salute della collettività suo malgrado insediata nel medesimo territorio (tanti). Nella punta dello coda dello scorpione c’è il veleno, e Zingaretti e la sua maggioranza tutta, hanno voluto ricordarcelo.

Li aspettiamo quando verranno a chiedere i voti e ci aspettiamo un azione forte, che non sia il solito striminzito comunicatino, da parte dei referenti locali della maggioranza regionale che da sempre si sono dichiarati contrari sul territorio. Ma sia chiaro che la responsabilità, sebbene pesantissima, non è e non sarà solo della maggioranza regionale e dei suoi esponenti a livello locale.

La L.241/90, sulla base della quale è stato rilasciato il Parere Unico Regionale che autorizza all’esercizio il megabiodigestore, stabilisce all’art. 14. quinquies che: “Avverso la determinazione motivata di conclusione della conferenza, entro 10 giorni dalla sua comunicazione, le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini possono proporre opposizione al Presidente del Consiglio dei ministri a condizione che abbiano espresso in modo inequivoco il proprio motivato dissenso prima della conclusione dei lavori della conferenza.”. Bene quindi il ricorso al TAR che l’Amministrazione Comunale ha annunciato, ma ci aspettiamo anche che, visti l’omogeneità di appartenenza tra questa e il Governo, i vari esponenti locali del centrodestra oltre che a tuonare sui giornali, vadano in massa a pretendere rispetto per questo territorio dalla maggioranza di governo. Perché sia chiaro che l’autorizzazione è stata ed è una scelta tutta politica e non tecnica come si vorrebbe far passare, contraria a qualsiasi principio di corretta programmazione e gestione dei rifiuti; uno schiaffo alla volontà dell’intero territorio che ha proposto alternative ed è sceso ripetutamente in piazza, ha lottato compattamente e continuerà ad opporsi per impedire questo scempio. Stupiteci quindi, e stupite l’intera città, per una volta, con effetti speciali: bloccate questo mostro che Civitavecchia e i suoi cittadini non si meritano.

30 novembre 2022
FORUM AMBIENTALISTA ODV