La sindrome di Raynaud e l’acrocianosi possono sembrare essere la stessa problematica perché entrambe coinvolgono le mani e i piedi che diventano freddi e bluastri, ma in realtà sono due disturbi diversi. La sindrome di Raynaud infatti consiste in un vasospasmo transitorio scatenato oltre che dal freddo anche da condizioni di stress mentre la acrocianosi consiste in uno spasmo costante e persistente dei piccoli vasi periferici scatenato unicamente dal freddo.
Come andamento del problema bisogna poi considerare che mentre l’acrocianosi è una forma benigna, esente da complicazioni, lo stesso non si può dire della sindrome di Raynaud, che nelle forme più gravi comporta ulcere e lesioni. Nel Raynaud le parti più colpite sono prevalentemente le dita delle mani e dei piedi come nell’acrocianosi ma non è raro che vengano colpite anche le orecchie e la punta del naso. Nel caso dell’acrocianosi il problema è simmetrico (entrambe le mani o i piedi) ed è assente il dolore che invece si manifesta nel Raynaud.
Per questo la medicina tradizionale si riserva l’uso di farmaci prevalentemente nel trattamento della sindrome di Raynaud, perché il dolore impone un aiuto terapeutico. Ma omeopaticamente come si affronta il problema? In entrambi i casi consiglio di applicare una pomata a base di Abrotanum (ottima è quella della Cemon). Lo stesso rimedio dovrà essere usato alla 9 ch. Tre granuli, quattro volte al giorno, da sciogliere sotto la lingua. Nel caso poi del Raynaud, a controllo della componente emotiva, complementare sarà l’uso di Ignatia amara 30 ch. Sempre in granuli da assumere insieme al primo rimedio.

































































