Il Pd difende Trani

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Riceviamo e pubblichiamo dal Partito democratico di Ladispoli.

Il Sindaco di Ladispoli ha battuto un altro record: dopo quello di aver messo 12 (dodici) insulti in 15 righe in un comunicato di attacco ad un gruppo consiliare che lo criticava, ora chiede le dimissioni di un consigliere comunale. Il Sindaco attacca il consigliere Trani, che ha espresso critiche sulla gestione attuale della partecipata Flavia Servizi: tutte critiche legittime con richiami alle leggi e ai regolamenti. Non solo, il Sindaco inventa anche dati non veritieri, dimenticando che l’ex assessore Trani si é occupato con successo nel 2017 della unificazione delle due partecipate comunali (siamo stati uno dei primi comuni italiani ad ottenere le misure previste dalla legge che portava al risparmio sulle società partecipate) e ha fatto in modo di lasciare la società Flavia con un bilancio attivo al 31 dicembre 2016. Invitiamo Grando a non aggiungere anche il ridicolo ai suoi atteggiamenti arroganti e intolleranti alle critiche. Chieda invece le dimissioni dei suoi consiglieri di maggioranza, che hanno infangato il 25 aprile con comunicati pieni di odio verso chi ha riportato la libertà e ha consentito che gli italiani potessero votare per la Repubblica e per i consigli comunali, dove a Ladispoli siedono consiglieri che continuano a fare apologia di fascismo in aula quando si presentano. Spesso infatti fanno mancare il numero legale perché vogliono costringere il Sindaco a nominare assessori dei loro gruppi. Loro si dovrebbero dimettere, perché non degni di ricoprire incarichi istituzionali nella Repubblica italiana, democratica ed antifascista.

PD Ladispoli