Tempo fa in una radio nazionale, gli speakers hanno lanciato un argomento di discussione che ha destato un grande interesse tanto che molti ascoltatori hanno raccontato le loro esperienze. L’argomento lanciato riguardava i grandi amori.
Nella canzone “Amici mai” di Antonello Venditti racconta che i “grandi amori fanno giri immensi e poi ritornano” mentre Laura Pausini si domanda, nel suo brano “Strani amori” che i “grandi amori che finiscono ma perché restano nel cuore”. In questa canzone laura Pausini racconta di “strani amori” o meglio amori che fanno soffrire e che abbandonano senza molte spiegazioni.
Anche la canzone di Venditti racconta di una storia d’amore sofferta. Ritornando alla trasmissione radiofonica, molte sono le persone che hanno raccontato il loro grande amore che ancora ricordano molto bene ma che è finito per vari motivi e che non mai ripreso. Tempo fa ho lavorato con una coppia formata da due persone che dopo l’interruzione della loro storia adolescenziale, si sono ritrovati dopo tanti anni e si sono sposati. Entrambi, nel frattempo, avevano avuto altre storie d’amore.
Sull’argomento “grandi amori”, vorrei puntare l’attenzione su tre aspetti molto importanti.
Il primo: è che se l’amore è un amore grande (come racconta nel brano “Un amore così grande” Claudio Villa) non finisce ma continua.
Il secondo punto: l’amore se porta una sofferenza continua non è un grande amore.
Terzo: quando un grande amore finisce e lo si continua a ricordare “come il grande amore della mia vita”, lì entra in campo l’idealizzazione.
L’idealizzazione è un meccanismo di difesa automatico inconscio che fa sì che vengano attribuite ad una persona, ad un evento o ad un gruppo i persone caratteristiche esagerate o di perfezione. Ovviamente dove c’è l’idealizzazione c’è spesso, sotto sotto, la svalutazione o di sé stessi o delle altre persone. Quindi, nel caso dei grandi amori finiti e non più tornati, cosa fa la mente? Idealizza e paragona qualsiasi partner a quel partner che viene idealizzato ma con cui non si è continuata la storia.
Ricordiamoci che l’idealizzazione è una difesa e la funzione della difesa è la protezione; in questo caso da cosa protegge? Molto probabilmente dal dolore. Una signora mi raccontava della fine della sua storia d’amore: raccontava della sofferenza che provava, di tutto ciò che di bello lei e il suo ex compagno avevano fatto e delle aspettative che aveva riposto su quella relazione. Poco a poco emergono le criticità, le difficoltà che ha dovuto affrontare nella relazione, come per esempio l’estrema gelosia del compagno e del fatto che lei ha dovuto cambiare molte cose della sua vita per evitare le sue gelosie. Alla fine della terapia la signora ha rivisto in chiave reale la relazione, ossia una relazione che le ha dato tantoma che le ha tolto anche altrettanto, cose a cui non ha più voluto rinunciare. Una relazione di coppia deve aggiungere un quid alle persone, deve arricchire, deve essere chiara non ambigua. Ovvio che nelle relazioni ci sono dei momenti problematici, che si possono risolvere da soli oppure con l’aiuto di un terapeuta, ma anche dei momenti di leggerezza, di complicità e di serenità. Il tutto in un continuum. Il vero problema è quando si passa costantemente dalle stelle alle stalle. Questo è un meccanismo che ingabbia e che fa ricordare solo i momenti belli, ridimensiona quelli problematici e fa diventare la storia, dopo anni dalla sua fine, un grande amore.

Psicologa – Psicoterapeuta
Dottoressa
Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta
Psicologa Giuridico-Forense
Cell. 338/3440405
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Cerveteri
Via Delle Mura Castellane, 60































































