FOCUS SU ORZAIOLI E CALAZI

0
113

Che cos’è l’orzaiolo?
E’ un processo infiammatorio ad eziologia stafilococcica che interessa una o più ghiandole del bordo palpebrale esterno (orzaiolo esterno per interessamento delle ghiandole di Zeiss) o interno (orzaiolo interno per interessamento delle ghiandole di Meibonio). Dolore, arrossamento e successiva comparsa di una tumefazione con al centro un puntino giallastro, indice di suppurazione: queste le caratteristiche cliniche dell’affezione palpebrale. Quando l’ascesso si rompe con fuoriuscita di pus, si ha la risoluzione del processo.

La maggiore dimensione delle ghiandole di Meibonio, rispetto a quelle di Zeiss, porta ad una maggiore chemosi congiuntivale ed a edema palpebrale. E’ per questo motivo che l’orzaiolo interno è più grave e doloroso. La terapia tradizionale “allopatica” si avvale di pomate antibiotiche (es. eritromicina, bacitracina) e raramente sono indicati antibiotici sistemici (per os) nell’orzaiolo esterno al contrario di quello interno.

Che cos’è il calazio?
Come già accennato, le palpebre contengono alcune strutture annessiali particolari: le ciglia con annesse le ghiandole sebacee di Zeiss, le ghiandole di Moll e le ghiandole di Meibonio presenti all’interno del bordo palpebrale. Queste ultime sono ghiandole olocrine inserite profondamente nel piano tarsiale e completamente indipendenti dai follicoli delle ciglia. Presenti in numero variabile da 20 a 30 nella palpebra superiore e da 10 e 20 in quella inferiore, le ghiandole di Meibonio producono un materiale lipidico che costituisce il normale film lacrimale.

Il calazio si forma quando a seguito dell’ostruzione del dotto escretore per l’eccesso di sebo o per un processo infettivo, si realizza una reazione da corpo estraneo, costituita da istiociti, cellule giganti polinucleate, plasmacellule, eosinofili, linfociti e granulociti. Il calazio è dunque un vero e proprio lipogranuloma che si forma attorno alle ghiandole di Meibonio. Se all’inizio l’edema palpebrale , il gonfiore e il dolore non permettono di distinguere il calazio da un orzaiolo interno, con il passare dei giorni il calazio si rende evidente come una massa tondeggiante, indolore, a lento accrescimento.

La pelle può essere facilmente spostata al di sopra del nodulo. Una volta che il calazio si è formato, può persistere per sempre, riassorbirsi o scomparire; oppure infettarsi e suppurare. La terapia medica allopatica sfrutta pomate astringenti e disinfettanti locali quali l’ unguento di ossido giallo di mercurio al 2%. Nell’evenienza di un processo infiammatorio acuto, si associa un trattamento antibiotico ed eventualmente cortisonico. Quando il calazio non scompare dopo 6 mesi, o quando assume notevoli dimensioni, è indicata la terapia chirurgica.

La diagnosi differenziale va fatta oltre che con l’orzaiolo interno anche con lo Meibonite cronica. E’ questa un’affezione, riscontrata più frequentemente negli adulti, caratterizzata da un’alterata secrezione delle ghiandole di Meibonio per processi infiammatori a carico di una o più ghiandole. Si presenta con la comparsa di una sostanza biancastra e schiumosa, che si accumula lungo il bordo palpebrale, specie agli angoli , e porta a irritazione e prurito locale. Il trattamento “allopatico” si avvale del massaggio tarsale e di pomate antibiotiche. Per più di 25 anni che scrive ha diagnosticato e curato circa un centinaio di orzaioli e calazi con rimedi omeopatici.

Alto che “acqua fresca” come sostengono i suoi “interessati” detrattori! Accennerò brevemente riguardo a questo tema, senza scendere troppo nei particolari, trattandosi di una terapia assai personalizzata. Il nosode più indicato è tubercolinum, grande rimedio delle affezioni oculari recidivanti. (Ercoli A. Clinica medica Omeopatica Tecniche Nuove Milano 2007; più volte ristampato ed in vendita su internet). P.S. La terapia omeopatica personalizzata evita le frequenti recidive (ciò non avviene con trattamenti allopatici).