Speciale spesa
Le etichette alimentari sono spesso il primo punto di contatto tra il consumatore e il prodotto che sceglie di acquistare. Tuttavia, molte diciture apparentemente rassicuranti o allettanti nascondono realtà ben diverse, creando un senso di fiducia ingannevole e contribuendo al fenomeno delle cosiddette “etichette fake”.
È fondamentale rivolgersi a punti vendita di fiducia, saper leggere tra le righe e conoscere le trappole più comuni per fare scelte consapevoli e salutari. “Senza zuccheri” è uno dei claim più diffusi, ma spesso ingannevoli. Quando un prodotto dichiara di essere «senza zuccheri», in realtà può contenere dolcificanti alternativi, siano essi naturali o sintetici. Nei prodotti dichiarati “naturali”, troviamo dolcificanti come il fruttosio, il maltitolo, il succo d’uva ecc. che alzano comunque il picco glicemico e non sono necessariamente innocui per tutti. Per quanto riguarda gli edulcoranti sintetici, come aspartame e sucralosio, sono sospettati di avere effetti tossici a lungo termine.
“Uova allevate a terra” è un altro esempio di etichetta ingannevole. Spesso si riferisce a sistemi di allevamento non in gabbia, ma sempre da allevamento intensivo con galline in pessime condizioni, con limitate possibilità di movimento e pratiche spesso discutibili dal punto di vista del benessere animale.
“Pane integrale” è spesso realizzato con farina bianca 00 più cruschello o crusca aggiunta, piuttosto che con una vera farina integrale. Questo rende il prodotto meno ricco di fibre e nutrienti rispetto a quello preparato con una farina integrale autentica.
“Cereali per la colazione” pubblicizzati in modo irresistibile sono spesso composti da farine di basso livello, zuccheri e additivi chimici. La colazione può essere molto più sana scegliendo cereali integrali e meno processati. “Children food” o alimenti per bambini sono spesso ricchi di zuccheri, conservanti e aromi artificiali, giustificati come prodotti adatti ai più piccoli, ma che in realtà sono tutt’altro che salutari. “Pasta prodotta a Gragnano” richiama l›arte della produzione artigianale italiana, ma in realtà il grano utilizzato può provenire da paesi esteri, come il Canada o gli Stati Uniti.
La sola lavorazione italiana della pasta non garantisce che il cereale sia di origine italiana o che sia coltivato secondo pratiche sostenibili o biologiche. “Yogurt naturale” è un’altra dicitura molto diffusa, ma molte di queste confezioni contengono zuccheri aggiunti, coloranti, aromi artificiali e additivi chimici. Non è raro trovare prodotti etichettati come “naturali” che, a un’analisi più approfondita, rivelano una composizione lontana dall’essere genuina, tradendo la promessa di un alimento semplice e salutare. “Cotolette di pollo” spesso sono poco più di un mix di ingredienti: solo una minima percentuale di carne, che può arrivare al 36%, mentre il resto è costituito da fecola di patate, pan grattato, addensanti e conservanti. Un esempio di come l’immagine di un prodotto possa essere distante dalla realtà.
“Fruttolo 100% naturale” può sembrare un’opzione sana, ma contiene zuccheri aggiunti, coloranti e aromi chimici. Inoltre, il latte utilizzato non è di origine europea, e quindi provenire da paesi con standard di produzione diversi.
“Aranciata rossa Sicilia” richiama un territorio ricco di tradizione, ma il colore rosso deriva spesso da coloranti come la cocciniglia, un colorante di origine animale. Inoltre, le arance utilizzate possono provenire dal Sudafrica, riducendo il legame con il territorio siciliano.
“Olio EVO e oli vegetali” è un’altra dicitura ambigua. Significa spesso che all’interno del prodotto ci siano miscele di oli di diversa provenienza e qualità, senza specificare quali siano. La differenza tra un extravergine di oliva autentico e un mix di oli raffinati può essere sostanziale in termini di gusto, proprietà nutrizionali e impatto sulla salute.
“Prodotto vegano per la salute” può sembrare una scelta salutare, ma molti di questi prodotti, anche se senza proteine animali, sono pieni di additivi chimici, conservanti e aromi artificiali, che contraddicono l’idea stessa di “naturale” e “salutare”.
“Latte sano” è spesso pubblicizzato come un prodotto naturale e benefico, ma molto spesso deriva da allevamenti intensivi e da pratiche che poco rispettano il benessere animale e la sostenibilità ambientale.
“Succhi di frutta naturali”, invece, sono spesso pieni di zuccheri aggiunti e privi di vitamine e fibre rispetto alla frutta fresca. La dicitura può trarre in inganno, facendoci credere di consumare un prodotto salutare, sostitutivo della frutta, quando in realtà si tratta di bevande molto zuccherate e poco nutrienti.
“Caramelle alla frutta” sono spesso prive di frutta reale, contenendo invece aromi e coloranti chimici, con zuccheri raffinati e senza alcuna traccia di frutta naturale.
“Prodotto naturale” sono spesso solo un’etichetta vuota, poiché la lista degli ingredienti può essere pessima, con additivi, conservanti e aromi artificiali nascosti dietro a questa dicitura.
“Dentifrici ultraperformanti” promettono risultati eccezionali, ma spesso contengono ingredienti chimici e abrasivi che possono danneggiare lo smalto o creare sensibilità. Optare per dentifrici biologici, privi di sostanze potenzialmente dannose, è spesso una scelta più sicura.
Infine, “prodotti cosmetici dai nomi che richiamano la natura” spesso sono solo questo: nomi di effetto.
Sul packaging possono apparire ingredienti di bassa qualità o addirittura dannosi, mentre le vere formulazioni naturali (biologiche) sono prive di sostanze sintetiche e di derivati petroli.
In conclusione, le etichette alimentari sono strumenti fondamentali per la nostra salute, ma richiedono attenzione e senso critico. Imparare a leggere tra le righe e riconoscere le vere caratteristiche dei prodotti ci permette di fare scelte più consapevoli, favorendo il nostro benessere e sostenendo pratiche di produzione più etiche e sostenibili.
Alfonso Lustrino

“BEN DI BIO” – Prodotti biologici e articoli ecologici
Via Ancona, 170 – Ladispoli
































































