Civitavecchia, un colossale affare per Enel

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transizione energetica

Comitato Sole:”Il nostro NO al gas e ad ogni fonte di inquinamento e il nostro SI ai progetti alternativi sono FORTI E CHIARI”.

Benvenuti al mercatino dell’Enel. Dai nuovi 1800 MW a turbogas necessari per la sicurezza energetica nazionale, passare agli 800 è un attimo. Il tempo di iniziare a telefonare a tutto lo schieramento politico cittadino, per dire quanto sono bravi loro che riducono la taglia della centrale a turbogas che vogliono installare a Civitavecchia (mandando a farsi benedire la cosiddetta sicurezza energetica del Paese dietro cui si sono sin ora trincerati). Tutto questo in coincidenza del tavolo comunale sul lavoro indetto dal Sindaco Tedesco. Tavolo dove viene ancora una volta ribadito a larga maggioranza il netto NO al gas e l’interesse per l’offshore eolico galleggiante. Lo ribadisce l’Assessora alla transizione ecologica della Regione Lazio, Roberta Lombardi, punta di diamante del largo fronte territoriale che vede schierati insieme, oltre tutto il Consiglio comunale con il suo Sindaco, anche la CGIL, FIOM, UIL, CNA, ed alcune imprese datoriali.

Il progetto di Enel non è mai stato credibile. Non risolve, anzi aggrava, i problemi ambientali, il gas con la sua CO2 è fortemente climalterante. Non risolve i problemi del lavoro e blocca per i prossimi 30 anni il futuro di Civitavecchia e tutto il suo territorio. Più il tempo passa e più il progetto si manifesta per quello che è: un grosso colossale affare per Enel e basta.

E se qualcuno pensasse a progetti folli come quello del megadigestore di Ambyenta, se lo togliesse proprio dalla testa. Ci arriva notizia adesso che la conferenza dei servizi per il biodigestore anaerobico è stata rinviata. Sarà stata rinviata forse perché la società ha fatto ricorso al TAR contro la variante del Comune? Questa impresa con i suoi manager sarebbe la stessa che vorrebbe parlare con la città? Andassero a casa loro, in Piemonte, ad installare un mostro come il biodigestore che vogliono mettere qui. Anzi no, nemmeno in Piemonte che i piemontesi non si meritano un impianto del genere.

L’alternativa c’è ed è ben illustrata dagli studi e progetti presentati, l’offshore eolico e Porto Bene Comune, con il suo carico di ricadute positive sul territorio. Finalmente un ambiente salubre non più con fonti inquinanti. Posti di lavoro necessari per costruire ed assemblare le pale eoliche. Ambientalizzazione del porto con il progetto PBC e creazione di un polo di ricerca per l’idrogeno verde. Tutto documentato e dimostrato. Questo è l’unico futuro che possiamo accettare. Non esistono riduzioni di taglia. Non esistono mega digestori. Il nostro NO al gas e ad ogni fonte di inquinamento e il nostro SI ai progetti alternativi sono FORTI E CHIARI.

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