Caro carburante, a Civitavecchia si fermano gli autotrasportatori

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Hanno spento i motori contro il caro carburante: “Siamo ridotti a brandelli”. E Cingolani avverte: “l’aumento è una colossale truffa”

Oggi l’incontro al Ministero. A Civitavecchia una decina di autotrasportatori si sono fermati, con loro alcuni pescherecci, per l’aumento del costo del carburante.

Tir fermi al porto di Civitavecchia, il prezzo del carburante colpisce anche il settore della pesca, da giorni i pescatori, infatti non escono in mare. Oggi le associazioni di categoria saranno ricevute al ministero dei Trasporti, e rappresentanti del mondo produttivo sono stati ascoltati invece in commissione alla Camera. “I veicoli industriali che non circolano sono molti di più di quelli che avevamo immaginato, siamo nell’ordine di 120mila mezzi industriali fermi nei piazzali delle imprese” – riferisce Maurizio Longo, segretario generale di Trasporto Unito, una delle associazioni di categoria dei trasportatori. Il segno di una situazione preoccupante, nel Lazio i tir sono stati fermi a Civitavecchia anche in solidarietà con i colleghi sardi che hanno protestato. In misura differente, il settore soffre del prezzo del gasolio alle stelle, tutti aspettano la risposta di oggi dal ministero per individuare le soluzioni. Anche per i pescatori di Fiumicino motori spenti, il costo è divenuto insostenibile e la Procura della Repubblica di Roma ha annunciato l’avvio di un indagine per capire le ragioni dell’aumento ed individuare eventuali responsabili. Nei giorni scorsi il Ministro della Transizione Ecologica, Cingolani, aveva parlato di colossale truffa.