Ardita:”Bando 6 posti amministrativi alla Flavia Acque è illegittimo!”

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Giovanni Ardita

“Non rispetta i principi di uguaglianza e parità di trattamento tra i candidati. Un super laureato con 110 non è possibile che non gli basta prendere 10 per vincere il concorso”.

Ardita: «L’amministrazione Grando non fa nulla per nulla e soprattutto non fa nulla per la città. E anche un concorso che potrebbe portare nuove professionalità al palazzo comunale diventa una occasione per altre trame interne. Non si è ancora spenta l’eco delle strane assunzioni con il “metodo Allumiere” e senza alcun pudore si annuncia l’intenzione di procedere a sei assunzioni alla Flavia Servizi, seguendo lo stesso metodo.

Un concorso è un’occasione importante per accrescere le professionalità di cui dispone l’ente e la società se viene effettuata in modo serio e imparziale e con l’intenzione di selezionare persone che dimostrino i requisiti migliori. Ma perché assumere persone capaci e sconosciute se si possono creare buone occasioni per amici e conoscenti?

Il bando per l’assunzione di sei nuovi dipendenti per la società Flavia Servizi sembra rispondere proprio a questo interrogativo. Se ne sono accorti molti cittadini che mi hanno contattato dopo avere letto il bando, sopresi della modalità spudorata di attribuzione dei punteggi, verranno sicuramente discriminati le eccellenze delle scuole i migliori perché questo bando non rispetta i principi di uguaglianza e di parità di trattamento tra i candidati.

Leggendo il bando, infatti salta agli occhi subito che l’Amministrazione Grando non cerca professionisti laureati o con esperienza, perché anche il migliore di loro, con il migliore voto di laurea, compresa la lode, non riuscirebbe a raggiungere il punteggio che verrebbe attribuito, in base al bando, a chi ha trascorso qualche mese al servizio di Grando, anche se per qualche ora al giorno, anche se solo per aprire la corrispondenza o smistare le telefonate o per assecondare le richieste dei parenti.

E pensare che la direttiva n. 3 del 24 aprile 2018 del Ministero della funzione pubblica, emanata da un governo di cui faceva parte la lega, suo partito di riferimento, al punto cinque, richiede proprio di dedicare molta attenzione alla valutazione dei titoli. Evidentemente per il nostro sindaco il miglior titolo è la frequentazione. Dunque la vuole giustamente premiare e tenere in maggiore considerazione rispetto ai titolo di studio.

La direttiva stabilisce infatti che “Nelle previsioni relative ai titoli, occorre assicurare un adeguato bilanciamento tra i titoli di servizio (che premiano coloro che sono già dipendenti pubblici, presso la stessa o altre amministrazioni) e altri titoli. Occorre evitare di escludere di fatto categorie di potenziali candidati meritevoli (in particolare quelli più giovani) attribuendo un peso eccessivo a titoli che essi non possono avere: per evitare questo rischio, si può stabilire un punteggio massimo a determinati titoli, come l’attività lavorativa svolta. Per quanto riguarda i titoli di servizio, essi non devono essere discriminatori, per esempio se si tratta di titoli di cui possono realisticamente essere in possesso soltanto, o quasi soltanto, i dipendenti in servizio presso l’amministrazione che bandisce il concorso. Per quanto possibile, i titoli di servizio non dovrebbero consistere semplicemente nell’aver svolto un’attività lavorativa, ma nell’averla svolta in modo meritevole, sempre che di tale meritevolezza possa darsi un criterio e un indice distintivo e significativo. Questa esigenza, peraltro, va valutata in relazione al funzionamento disomogeneo dei sistemi di valutazione delle amministrazioni. Dei risultati del processo di valutazione della performance, che sia stato validato dall’Organismo di valutazione, si può comunque tenere conto per la valutazione dei candidati interni, nel caso in cui vi sia una riserva di posti o sia previsto un punteggio aggiuntivo a loro favore.

Il sindaco Grando ha letto il bando? O come per le assunzioni fatte attingendo alla graduatoria di Allumiere, si è distratto? Pensa il Sindaco Grando che il bando pubblicato risponda a questi criteri di merito e alle vere esigenze dell’ente? Stante queste condizioni non è difficile immaginare come possa finire questa ennesima occasione sprecata, chi potrà fruire di un bando strutturato in questo modo. È un pronostico troppo facile, davvero. L’ennesima pagina nera su un tema così delicato poi come il lavoro. Purtroppo devo rilevare che l’impegno dell’amministrazione sta solo nel denigrarmi, e nel denigrare il partito a cui appartengo, Fratelli d’Italia. Del resto, al Sindaco Grando, euforico per la visita di Salvini in una piazza desolatamente vuota, sembra interessare altro, che corrisponde ad un modo vecchio di far politica che sicuramente non premierà i migliori giovani in questo concorso anche se meritevoli con 110 e lode ».

Giovanni Ardita
Consigliere Comunale FDI
Comune di Ladispoli