Esistono tre tipi di Veratro, un genere di piante erbacee perenni sia in Europa che in SiberiaVeratrum album, (bianco) e nigrum (nero) che un America settentrionale, Veratrum viride (verde o di Wilson).
Quelli europei sono diffusi nei pascoli umidi di montagna (da 850 a 2500 metri). Posseggono forti rizomi (fusti sotterranei allungati orizzontalmente simili alla radici e ricche di sostanze di riserva) che, ridotti in polvere furono utilizzati nei secoli passati per le proprietà purgative ed emetiche (favorenti il vomito)e persino per guarire diverse malattie della pelle. Soprattutto il Veratrum album e quello viride hanno il rizoma amaro e acre, utilizzato ancora oggi in farmacologia per l’estrazione degli alcaloidi non tossici presenti. Alcuni sono però molto velenosi perché contengono veratrina, quali la veratridina e la cevadina.
I veratri, oltre al grosso rizoma, hanno foglie basali ampie mentre quelle caulinari (presenti sul fusto della pianta) sono assai strette e di dimensioni minori. I fiori sono raccolti in numerose pannocchie terminali e hanno il perinzio (parte estrema del fiore formato da calice e dalla corolla quando sono distinti) generalmente a forma di campana (campanalati) di colore porporino coltivato come fogliame decorativo (veratrumcalifornicus).
I veratri appartengono tutti alla famiglia delle Gigliacee, una ventina di specie.Il Veratrum album pur essendo bianco è completamente diverso dal Lilium candidum che ben conosciamo, simbolo di castità e purezza. Il fusto è dritto, le foglie sono lanceolate e grandi, i fiori sono terminali, solitari o riuniti in grappoli. E’ il fiore bianco di Sant’Antonio, assai coltivato. Ha bei fiori bianchi campanulati, eretti, molto profumati. Esistono varietà doppie, rosse, striate, argentate etc. Il Veratrum album, esplica un’azione sui muscoli striati (sensibilizzazione agli ioni di potassio presenti nei liquidi interstiziali) con conseguenti contrazioni di tipo tetanico, e sull’apparato cardiocircolatorio con vasodilatazione di natura riflessa e conseguente abbassamento dei valori di pressione arteriosa. La medicina allopatica ha abbandonato il suo utilizzo nel trattamento dell’ipertensione arteriosa a causa della sua elevata tossicità. In effetti Veratrum è un potente calciantagonista dagli effetti imprevedibili dipendenti dalla dose e dalla reattività individuale.
Passiamo dalla tossicologia ponderale a quella omeopatica con dosi infinitesimali, diluite e dinamizzate, somministrate sotto forma di granuli (in basso dosaggio centesimale 5 ch – 7 ch) oppure dosi uniche globuli in alta diluizione (30 ch – 200 ch)
Quali sono i sintomi ed i segni omeopatici del malato?
Uno stato di collasso algido, ipotensione, con raffreddamento generale e sudorazione fredda, particolarmente sulla fronte, con faccia rigonfia. Ricordo il caso si una ragazza asmatica che aveva per lungo tempo fatto uso di cortisonici per poi abbandonarli (ipocorticosurrenalismo secondario da soppressione dell’ormone ACTH). La paziente pur portata al silenzio se irritata si arrabbiava con desiderio di rompere gli oggetti. Ne trovai un altro caso in un ragazzo, forte fumatore e frequentatore di discoteche. Era molto pallido e debole con tendenza allo svenimento. Anche lui aveva la “nota chiave” di Veratrum album: il sudore freddo sulla fronte. Interruzione dell’asse ipotalamo midolla surrenale a livello mesencefalico? Il rizoma del Veratrum è un segnale iatrogeno (ci possiamo fare del male da soli).

Aldo Ercoli
Aldo Ercoli





































































