Università Agraria fa retromarcia e ritira il bando che riapriva la discarica di Cupinoro

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A seguito dell’incontro che si è tenuto nell’aula del Consiglio comunale di Bracciano il 21 maggio scorso alla presenza degli organi istituzionali del comprensorio e dei comitati,  l’Università Agraria di Bracciano, pur convinta della bontà che il bando proposto dall’Ente potesse avere per una bonifica dei terreni, per il recupero dei fabbricati situati nell’area di Cupinoro ad oggi in totale abbandono e per il reimpiego delle unità occupazionali, considerate le preoccupazioni del sindaco e dei comitati che un impianto di compost così strutturato – e non come strumentalizzato  da alcuni di biogas o altro –  avrebbe potuto generare, ma soprattutto a seguito degli impegni assunti dagli organi istituzionali presenti, ed in primo luogo dal sindaco del Comune di Bracciano,  ha deciso di ritirare il bando per un impianto di compost.

Si intende ora verificare altri tipi di soluzioni che possano rendere quei terreni e quei fabbricati una risorsa per l’Ente ed un bene per tutta la comunità di Bracciano.

L’Università Agraria di Bracciano considera inoltre positivo che gli organi istituzionali presenti all’incontro abbiano riconosciuto ed ammesso che l’Ente, oltre al danno subito dai terreni interessati, ha subito un danno economico per i mancati pagamenti per oltre 500,000 euro a seguito del fallimento della Bracciano Ambiente e sta subendo tuttora un danno in quanto non può utilizzare l’area e che non costituisca certo un compito dell’Ente procedere alla bonifica di quanto 28 comuni hanno causato su quei terreni nell’arco degli anni di esercizio della discarica.

Nel corso dell’incontro inoltre gli organi istituzionali presenti, assumendosi le proprie responsabilità per la totale assenza di informazioni sulla situazione attuale della ex discarica di Cupinoro, hanno preso l’impegno, come è giusto che sia, di sollecitare soprattutto la Regione Lazio allo scopo di ottenere i fondi necessari,  affinché l’Università Agraria di Bracciano, gli utenti e i cittadini di Bracciano possano di nuovo poter riutilizzare quei terreni oltre che avere notizie certe su tutte quelle misure che devono essere necessariamente messe in atto per la  bonifica, la chiusura definitiva e la gestione del post mortem della discarica e sulla predisposizione nell’immediato di un controllo costante del sito, in quanto ad oggi non esiste nessun tipo di vigilanza a garantirne la sicurezza.

Nell’immediato ci aspettiamo – sottolinea ancora l’Università Agraria di Bracciano – che l’amministrazione del Comune di Bracciano, prenda formale impegno nei confronti dell’Ente e dei comitati presenti, dato che è sua precisa competenza –  o in alternativa della curatela fallimentare  della Bracciano Ambiente – per attuare il ripristino dell’ex cava Vaira, più volte richiesto e sollecitato da questo Ente con note scritte, visto che devono essere in possesso delle polizze fidejussorie, e per far predisporre una vigilanza urgente e costante del sito, considerando la mancanza totale di controllo.

Attendiamo che vengano messe in atto dagli organi istituzionali tutte le procedure di loro competenza affinché i solleciti inoltrati più volte dalla sola Università Agraria di Bracciano nei confronti della Regione Lazio, del curatore fallimentare della Bracciano Ambiente e della società ENTEC proprietaria dell’impianto di captazione del biogas, abbiano tempestiva attuazione con la rimozione dai terreni di attrezzature e di materiali vari abbandonati su tutta l’area interessata.

“Siamo stati e siamo assolutamente aperti – sottolinea Alberto Bergodi, vicepresidente dell’Università Agraria di Bracciano – a recepire tutte le proposte di collaborazione, dando sin da ora la nostra disponibilità all’individuazione di una soluzione riguardante i terreni di proprietà dell’Ente a Cupinoro anche attraverso strumenti di condivisione e di partecipazione della comunità braccianese”.