Scontro istituzionale a Civitavecchia: il sindaco escluso dall’inaugurazione dello Spazio Attivo di Lazio Innova

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La protesta del PD. La dichiarazione di Michela Califano.

riceviamo e pubblichiamo
CIVITAVECCHIA – Scoppia il caso politico a Civitavecchia in seguito all’inaugurazione del nuovo Spazio Attivo di Lazio Innova, un hub a supporto di imprese, startup e territorio finanziato con risorse della Regione Lazio.
A scatenare la dura reazione delle opposizioni è stata la mancata inclusione del sindaco della città, Marco Piendibene, tra gli invitati ufficiali all’evento pubblico. L’episodio ha sollevato immediate polemiche sul rispetto del galateo istituzionale e sulla gestione degli spazi pubblici da parte della giunta regionale di centrodestra.
Sulla vicenda è intervenuta duramente Michela Califano, consigliera regionale del Partito Democratico del Lazio, che ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Quello che è successo ieri a Civitavecchia, con l’inaugurazione dello Spazio Attivo di Lazio Innova, è una grave mancanza di rispetto verso la rappresentanza delle istituzioni.
Escludere deliberatamente il sindaco della città da un evento pubblico finanziato con risorse regionali e rivolto al territorio non è un dettaglio organizzativo. È un segnale politico chiaro. È il modus operandi di una destra che, quando governa, si comporta come se fosse proprietaria degli spazi pubblici e non semplicemente in prestito alle istituzioni.
Lo vediamo sistematicamente sui territori: ogni volta che si inaugura un’opera pubblica, l’abc del galateo istituzionale e le regole basilari del cerimoniale politico vengono sistematicamente ignorate. Non si invita chi rappresenta i cittadini, non si riconosce il ruolo delle amministrazioni locali, non si rispetta il principio elementare che le istituzioni non appartengono a chi in quel momento detiene la maggioranza.
Non governano. Occupano gli spazi pubblici per gestire il potere. Trasformano le inaugurazioni in esercizi di autocelebrazione, chiudendo fuori chi non appartiene alla loro cordata. È una concezione monocratica e illiberale delle istituzioni, che riduce la democrazia a una questione di appartenenze e di controllo del palcoscenico.
Le istituzioni non sono di nessuno. Sono di tutti. E chi le amministra ha il dovere di rispettarle, non di usarle come strumento di potere».
Michela Califano
Consigliera regionale Pd Lazio