Pipita no, le lacrime no…

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di Ugo Russo
In un calcio sempre più frenetico, dove si gioca tutti i giorni ma che non appaga gli occhi e l’attenzione dei tifosi che vorrebbero un po’ più di spettacolo ed invece, a parte rari casi, ne vedono sempre di meno, ci sono storie che rasentano gli episodi e i personaggi del libro Cuore e che, per questo motivo, meritano di essere raccontate ed esaltate con enfasi, secondo i giusti meriti che producono.

E allora come non pensare ad un fuoriclasse, uno dei pochi rimasti, un vero campione nello sport e nella vita: Gonzalo Higuain. Si dirà: “Come, dopo quella reazione che ha avuto in campo contro la Juventus?”. Era tanta la pressione che aveva sulle spalle da prima di questa partita, forse addirittura dall’avvio del campionato in cui ancora non sapeva vedersi con una maglia diversa da quella bianconera, ritenendo assurdo il fatto di essere stato ceduto. Recuperato a tutti i costi da Gattuso, nonostante le condizioni non ottimali, ha cercato di disimpegnarsi al meglio, poi, fallito il rigore del possibile pareggio, ha cominciato ad innervosirsi e quando l’arbitro lo ha ammonito (ingiustamente perché era un fallo di gioco, e non certo per far male a Benatia, quando altri calciatori in campo erano stati graziati per falli molto più pericolosi) la tensione é salita alle stelle e nel momento che ha visto addirittura il cartellino rosso ha chiesto all’arbitro: “Ma cosa fai” e la sua collera é debordata, l’hanno trattenuto ma non é che volesse fare chissà cosa ed ora si spera che gli diano al massimo una giornata, altrimenti sarebbe il colmo.  Era il personaggio più atteso dell’intera partita e perché finire così, ingloriosamente?
Ma quello che ha fatto un male immenso é stato il vederlo uscire dal campo in lacrime. Lui, un generoso, una persona di una probità assoluta, cacciato in tal modo non lo avrebbe mai meritato. A volte si dice che i migliori arbitri potrebbero essere i giocatori, che in situazioni del genere capirebbero gli stati d’animo. Così come é avvenuto a Buffon nel “furto” di Madrid. Ma la grandezza di Gonzalo si é evidenziata ancora di più negli spogliatoi a fine gara. Intanto ha ringraziato gli ex compagni di squadra che hanno detto, TUTTI, di volergli ancora bene e di essergli grati per tutto quello che ha fatto e ha contribuito a far vincere alla Juventus. E lui é tornato su quella incredibile cessione (tra l’altro fruttata, in due anni, la metà di quello che era stato pagato), che lui non avrebbe mai lasciato la maglia bianconera, che quei colori li ha ancora nel sangue, che lo ha mandato via la società, ma che, da gran professionista quale é, deve cercare di dare il massimo per la squadra per cui milita attualmente. E girando alla ricerca dei giornalisti di televisioni, radio, carta stampata ci teneva a chiedere scusa, dieci, cento, mille volte, per il cattivo esempio che un gesto come il suo avrebbe potuto dare ai bambini che si avvicinano al calcio. Erano non anni, decenni che non sentivamo più una frase del genere, la preoccupazione di aver influenzato negativamente i futuri calciatori del domani. Pipita, no, quelle lacrime no… non le dovevamo vedere da una delle poche persone da prendere ad esempio che girano attorno a questo malandato sport. E che, si preoccupano delle cose da insegnare ai bambini quelli che si fanno tatuare fin sotto le dita dei piedi? O quelli che si ubriacano e hanno incidenti con la macchina in piena notte? O, visto che sono grandi professionisti, si fanno trovare al night alle quattro del mattino? O quelli che, per reati vari, ed é successo spesso negli ultimi tempi, si fanno arrestare? O quelli, ed é la cosa ancora più grave, che si fanno scoprire in festini a base di droga e si propongono agli oblò delle telecamere con gli occhi sbarrati e in fase decisamente confusionale? No, questi proprio il problema non se lo pongono. Te lo sei posto tu, immenso Pipita, uomo d’altri tempi, con ancora tutti i valori integri nella tua anima. La gente già ti amava, di qualsiasi colore fosse la maglia della squadra a cui concedere urla di gioia ed emozioni, a maggior ragione sentendo quello che pochissimi altri avrebbero avuto il coraggio di dichiarare dopo l’espulsione (e bisogna vedere se con lo stesso tuo pentimento) i padri sapranno trovare le parole per spiegare ai loro figli che si é trattato solo di un momento dovuto al continuo precipitare degli eventi ma che da grandi dovranno cercare di assomigliare al loro padre e a Gonzalo Higuain.