Piazza Almirante, nuovi interventi

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Riceviamo e pubblichiamo. 

Signor Sindaco di Ladispoli, Le scrivo questa lettera aperta, pur sapendoLa, comprensibilmente molto impegnato, come ha dichiarato ai media, tanto da non poter/voler rispondere a tutti quei suoi concittadini che stanno all’opposizione della Sua amministrazione, ma  La pregherei comunque di “perdere” solo pochi minuti per leggere questa mia e, cortesemente fornire una risposta alle mie due, secche, semplici, domande. Non si preoccupi. Stavolta non Le chiederò delle motivazioni, che hanno spinto la Sua amministrazione a voler così caparbiamente e con forza a dedicare una futura piazza ad un personaggio, obiettivamente discusso e discutibile come Giorgio Almirante, coinvolto in momenti a dir poco oscuri della storia del nostro paese, sia durante la guerra che nel primo e secondo dopoguerra, col suo coinvolgimento nel tentativo di golpe del piano Solo del 1964 e in seguito, nei primi anni settanta, nella strage di Peteano (dove tre militi dell’Arma dei Carabinieri persero la vita ed altri due furono gravemente feriti) per la quale fu dapprima incriminato, poi subì una condanna e fu infine amnistiato, dopo essersi più volte fatto scudo dell’immunità parlamentare, allora pressocché totale, al fine di non rispondere alle domande dei giudici inquirenti.(Queste notizie sono facilmente consultabili e verificabili da chiunque, anche su Wikipedia.)

Le farò, invece, come promesso, due domande secche, alle quali gradirei risposta:

1) Erano giuste le leggi razziali promulgate 80 anni fa ed avevano ragione coloro che le propugnavano?

2) Dopo l’otto settembre del 1943, in una guerra terribile e decisiva come quella che era in corso, era giusto schierarsi con gli alleati (U.S.A, U.R.S.S., Gran Bretagna, ecc…) e con i Partigiani oppure era giusto schierarsi con Hitler ed il nazismo?

RingraziandoLa per il tempo che vorrà dedicare ad una Sua eventuale risposta, non solo al sottoscritto ma anche a tutti i suoi concittadini ed alle sue concittadine, Le invio Distinti Saluti

Mimmo Dieni