Parliamo della calvizie

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di Emiliano Foglia 

Un aiuto fondamentale nei casi di calvizie, oltre al vero e proprio autotrapianto, arriva dal famigerato PRP, ovvero Plasma Ricco di Piastrine. Il PRP o Plasma Ricco di Piastrine, infatti, rappresenta una fonte diretta di fattori di crescita, pertanto una volta iniettato nel cuoio capelluto risulta molto efficace nello stimolare le cellule staminali ed eventualmente riattivare l’attività del bulbo pilifero. I risultati davvero molto incoraggianti ci permettono di considerare il PRP come uno strumento innovativo, scientificamente valido per contrastare la caduta dei capelli. Si tratta di una tecnica innovativa che trova applicazioni in svariati settori medici ed estetici tra cui la Dermatologia, Ortopedia e la Chirurgia Tricologica per trattare zone interessate da traumi di varia origine. Il PRP ( Plasma Ricco di Piastrine ) rappresenta ad oggi, un validissimo aiuto, forse l’unico non chirurgico, per arrestare la caduta dei capelli nei sempre più frequenti casi di calvizie.  Già da qualche anno, il “gel piastrinico” viene utilizzato in vari rami della Medicina, in primis in odontoiatria, passando per l’ortopedia, la medicina dello sport e, non meno importante, la dermatologia. E’ stato proprio durante applicazioni dermatologiche che si è scoperto il potenziale del PRP nei trattamenti delle calvizie: dopo comuni trattamenti di ringiovanimento della pelle o di riparazione di lesioni cutanee, nelle zone circostanti a quelle trattate si notava un ispessimento e una maggiore densità delle strutture pilifere. Ecco, quindi, che il PRP, col suo potere biorivitalizzante, inizia ad essere adoperato anche nella chirurgia estetica e, in particolare, come già detto, nel trattamento delle calvizie, problema, sia maschile che femminile, che attanaglia una grande percentuale di persone.La procedura mediante la quale si ottiene il PRP è molto semplice, come già descritto nei precedenti articoli: consiste in un semplice prelievo di sangue e conseguente centrifugazione dello stesso, in condizioni di assoluta sterilità e senza alcun effetto collaterale. Il plasma ricco di piastrine (con la centrifugazione si troverà nella parte superiore della provetta) viene successivamente iniettato nel cuoio capelluto senza provocare alcun danno. Studi sempre più all’avanguardia, mirati a validare l’efficacia del plasma ricco di piastrine, hanno provato che nei pazienti affetti da calvizie, le cellule staminali appartenenti alla zona soprabulbare del follicolo (zona del bulge) sono fisiologicamente “inattive”, cadono, cioè, in una fase “dormiente”, in attesa di un segnale di riattivazione. Tale segnale di riattivazione può essere apportato dal PRP: le piastrine, infatti, contengono un gran numero di fattori di crescita (tra cui PDGF e TGFβ), che vengono riconosciuti dai recettori sulla cellula staminale e sono capaci non solo di ricostruire i vasi sanguigni del tessuto (danneggiati in caso di ferite ad esempio), ma anche di stimolare, le stesse cellule staminali dormienti a riprodursi e riprendere il loro normale ciclo fisiologico, rigenerando così il follicolo e provocando la crescita del capello. Ecco perché, quindi, l’apporto di piastrine nel cuoio capelluto provoca l’ispessimento dei capelli ancora presenti e tende ad arrestarne la caduta.Visto il forte scetticismo con cui ci si avvicinava inizialmente a tale metodologia e le forti critiche a riguardo, negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi scientifici, per capire se esso prima di tutto funzionasse davvero, se potesse essere utilizzato anche nelle terapie contro i vari tipi di alopecia e se avesse effetti collaterali. Dal Brasile agli Stati Uniti d’America, alcuni specialisti del settore, pionieri nell’utilizzo del gel piastrinico, hanno sperimentato il suo potere biorivitalizzante su un gran numero di pazienti, effettuando una vera e propria validazione scientifica (considerando cioè sia gli aspetti biologici che quelli clinici) e creando una sorta di banca dati in cui poi hanno riportato tutto il decorso del trattamento. La validazione consiste nel somministrare il PRP a una grande fascia di pazienti diversamente affetti da alopecia androgenetica, alopecia areata o alopecia cicatriziale, osservare il decorso mediante l’utilizzo di fotografie e tricogrammi, utili per monitorare l’eventuale ispessimento e ricrescita del capello nel tempo, e valutare, in base alla percentuale di capelli “ricresciuti” se il trattamento abbia funzionato o meno. I risultati di questi studi sono stati sorprendenti: nell’ 80% dei circa 1500 casi trattati è stato evidenziato un aumento tangibile sia nello spessore che nel numero di capelli rispetto a prima del trattamento, senza alcuna differenza sostanziale tra uomini e donne e senza alcun effetto collaterale importante. Inoltre, ne deriva che il trattamento con gel piastrinico può generare buoni risultati nell’alopecia androgenetica dal 1° al 5° grado della scala Hamilton-Norwood negli uomini, e fino al 3° grado della scala di Ludwig nelle donne. Va detto, comunque, che nel trattamento con PRP i risultati sono migliori quanto più è basso il livello della calvizie. Anche in Italia sono stati effettuati studi sperimentali sul plasma ricco di piastrine e sulla sua potenziale efficacia, il più importante dei quali si è svolto presso l’Università di Brescia in collaborazione con altri esperti internazionali del settore. In questo caso, ci si è voluti concentrare particolarmente sull’alopecia areata piuttosto che su quella androgenetica (AGA) ma il risultato non è cambiato: l’efficacia dimostrata si aggira intorno al 70% dei casi, a dimostrazione che anche quest’altro tipo di alopecia può essere “fermata” o almeno tamponata dal plasma ricco di piastrine (fonte: British Journal of Dermatology).  Il Dottor Masullo Vincenzo, Medico Chirurgo ed il suo staff sono a disposizione per rispondere gratuitamente ad ogni quesito, al numero verde 800145523.