Neurochirurghi di Roma e Lazio al Granarone di Cerveteri

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Sabato Cerveteri ospiterà l’annuale riunione con al centro la condivisione di esperienze su casi ed interventi “challenging” cioè di confine come sono in medicina tutte le sfide chirurgiche.Ospite d’eccezione il prof. Goel, presidente della Società Indiana di Neurochirurgia e della Cranio Vertebral Junction and Spine Society            Si svolgerà come di consueto sabato 14 aprile prossimo dalle ore 9 alle ore 14 in aula consiliare, con il patrocinio del comune di Cerveteri,  la  riunione  dei neurochirurghi di Roma e del Lazio per affrontare, in uno spirito di condivisione critica, la disamina delle delusioni e dei dispiaceri  che sono occorsi o possono proporsi  durante la pratica professionale neurochirurgica negli Ospedali e delle Università più accreditate del Lazio. A rendere ancora più speciale l’iniziativa sarà la presenza prestigiosa del Prof Atul Goel, senza dubbio il neurochirurgo più famoso in India e meglio conosciuto nel mondo. Il Prof Goel, classe 1959, è attualmente presidente della Società Indiana di Neurochirurgia e della Cranio Vertebral Junction and Spine Society di cui è anche il fondatore. E’ globalmente considerato uno dei massimi esperti della chirurgia della giunzione cranio cervicale e condividerà con i colleghi italiani anche la sua esperienza chirurgica su questo specifico settore e sulla neurochirurgia del seno cavernoso e delle malformazioni vascolari. E’ un vero onore condividere un meeting  molto riservato come quello di Cerveteri con un personaggio così illustre. Deve essere ricordato che il meeting, volutamente denominato: ‘‘Riunione Neurochirurgie Laziali’’ è stato riproposto dopo anni di silenzio dai proff. Massimiliano Visocchi (Presidente della Società Mondiale di Neurochirurgia Ricostruttiva (ISRN) e Consigliere della Società Italiana di Neurochirurgia) ed Alberto Delitalia (Past President della Società Italiana di Neurochirurgia). A moderare l’incontro dove è prevista la partecipazione di un centinaio di neurochirurghi accreditati di Roma e del Lazio, oltre gli organizzatori, saranno i prof. Alessandro Olivi (Direttore della Neurochirurgia dell’Università Cattolica S Cuore Policlinico Gemelli) ed il prof Roberto Delfini (Direttore della Neurochirurgia della Sapienza di Roma). E’ ancora in forse, anche se fortemente auspicata, la presenza dei proff. Franco Servadei e Franco Tomasello, rispettivamente Presidente e Presidente Onorario della Società Mondiale di Neurochirurgia (WFNS).  Questa iniziativa, già in passato   ha visto una costante e forte partecipazione motivata da un sentito scambio e condivisione di esperienze su casi ed interventi challenging cioè di confine come appunto sono in medicina tutte le sfide chirurgiche. Le semplici domande che i medici si porranno sono: come lo rifarei? In che cosa ho sbagliato? L’indicazione all’intervento era giustificata oppure esagerata?  Posso migliorare qualcosa di più oltre che le mie competenze chirurgiche? Una sempre maggiore difesa e tutela della salute del malato e per una crescita professionale che, comunque a livello internazionale viene stimata tra le più significative al mondo sono le parole chiave dell’interessante iniziativa. Due note di storia recente: la prima esperienza analoga si era svolta a palazzo Ruspoli nello scorso settembre 2016 ed aveva collaudato un’antica vocazione di confronto che aveva preso vigore nei primi anni 2000. Infatti la sede storica di questi incontri era stata tradizionalmente   identificata a Ceri dove l’iniziativa venne alla luce con la denominazione  di Incontri dei Neurochirurghi laziali a Ceri  ma è dal 2016 che essa  si è spostata  a Cerveteri , come già detto inizialmente a palazzo Ruspoli poi in aula consiliare al Granarone. Poiché il cervello ed i midollo spinale sono degli agglomerati ordinati e complessi di fibre sensitive e motorie che regolano tutta la nostra vita, sia di giorno che di notte quando dormiamo, il neurochirurgo ha una grande responsabilità perché tratta una branca della medicina,  più precisamente della  chirurgia specialistica, affascinante e ricca di successi sì  ma anche complessa e rischiosa,  talvolta associata a decorsi che si desidererebbe fossero più brevi  e privi di complicanze che, anche se raramente, sono per lo più inevitabili. Ecco perché Cerveteri, già insignita   dall’Unesco del titolo prestigioso di Patrimonio Mondiale dell’Umanità, puntare ancora più in alto promuovendo  una sinergia stabile  con la Scienza, la cui maternità storica si conferma nei  recenti ritrovamenti di antichi  strumenti chirurgici etruschi negli scavi  in atto nella via del cimitero nuovo.

Alberto Sava