NEI MEANDRI DELLA DIARREA CRONICA

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La diarrea cronica consiste in un aumento del peso (>200 g/ die) e del contenuto liquido delle feci che persiste per più di tre settimane.

vaccini
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Mentre un esordio acuto e improvviso (spesso con nausea, vomito e febbre) è peculiare di infezioni virali e batteriche, diverticolite, diarrea da farmaci ect … una diarrea con un decorso più insidioso e subdolo deve farci sospettare una malattia da malassorbimento alimentare, infezioni parassitarie e alcune forme di enterite batteriche, malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, diverticolosi, enterite da raggi), insufficienza pancreatica, disturbi metabolici o endocrini, abuso di lassativi, neoplasie (caratterizzate da una condizione d’ipersecrezione).

Da tutto questo lungo elenco di patologie si comprende bene che individuare la causa di una diarrea cronica non è facile. Vi è un’infezione intestinale (parassiti, batteri, micobatteri, forme micotiche)? Oppure un’infiammazione intestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn, sprue, enterite da raggi)? Vi è invece un malassorbimento (generalizzato di carboidrati, grassi, acidi biliari)? Dobbiamo anche non escludere una causa secretoria (neoplasie ormono – dipendente, tumore villoso del colon retto)? L’alterata motilità intestinale (diabete, ipertiroidismo, malattie infiammatorie intestinali) può causare anche lei questa patologia cronica cosi come l’utilizzo di farmaci di uso comune.

Prima di ricorrere agli esami di laboratorio ed indagini strumentali è importante l’anamnesi, ossia saper ascoltare ed interrogare il paziente.
Da quanto tempo perdura la diarrea?
Qual è il formato delle feci?
Vi è sanguinamento rettale?
Sta assumendo farmaci?
Una diarrea alternata a stipsi suggerisce una sindrome da colon irritabile oppure la presenza di lezione fissa e ostruttiva del colon. La giardiasi e l’amebasi, cosi come molte forme parassitarie elmintiche, possono sistemare una sintomatologia fecale cronica.
Nel malassorbimento intestinale gli acidi grassi e gli acidi biliari idrossilati, che non sono riassorbiti a livello del tenue, vanno a stimolare a livello della mucosa del colon la secrezione di acqua ed elettroliti. Cosi come un malassorbimento di carboidrati porta ad una perdita eccessiva di acqua nelle feci per un’azione osmotica all’interno del lume intestinale.

Sono poi diversi i farmaci che possono provocare diarrea cronica: antipertensivi, H2- bloccanti, etanolo, antiacidi, abuso di diuretici, digossina. Le neoplasie endocrine, seppur meno frequenti, vanno prese in considerazione: gastrinomi, vipomi (spesso di origine pancreatica), sindrome da carcinoide, carcinoma midollare della tiroide, feocromocitoma. Di solito nell’ipertiroidismo vi è un aumento della frequenza delle evacuazioni senza che vi sia un aumento del contenuto liquido delle feci. Quali esami richiedere?

L’esame emocromo (valutare il numero dei globuli rossi, il volume corpuscolare medio, gli eosinofili etc), la sideremia, la transferrina, l’amilasi, la lipasi, l’elastasi fecale (insufficienza pancreatica cronica), il dosaggio di acido folico e vitamina B12, la glicemia, il quadro proteico elettroforetico, la calcemia, il tempo di protrombine, la colesterolemia. Valori bassi di albumina, calcio, ferro, lipidi, acido folico, vit. B12, TAP, transferrina sono tutti segnali di un possibile malassorbimento intestinale. Basilare è poi l’esame delle feci. Nella valutazione clinica del paziente con diarrea protratta è molto importate la ricerca colturale di batteri patogeni, l’aumento dei leucociti, la ricerca di uova e parassiti, il dosaggio della tossina di Clostridium difficile.

La presenza di sangue occulto nelle feci (ripetuto ben tre volte) o di leucociti deve farci sospettare una malattia infiammatoria intestinale oppure infezione (Staphilococcus, Campilobacterius, Candida).
La presenza di feci grasse e untuose (steatorrea) è suggestiva di un’insufficienza pancreatica oppure di una sindrome di malassorbimento. Anche per rilevare una parassitari può essere necessario esaminare più campioni di feci. Un basso ph fecale suggerisce un malassorbimento di carboidrati.

La rettosigmoidoscopia è indispensabile per diagnosticare le malattie infiammatorie intestinali (Crohn, colite ulcerosa) e le neoplasie. Questa tecnica permette poi la biopsia, ossia il prelievo di campioni di mucosa intestinale ed è molto più sensibile del clisma opaco nell’identificare alterazioni della mucosa stessa. La terapia è strettamente eziologica, centrata sulla malattia che provoca la diarrea cronica.