MALATTIE CARDIOVASCOLARI E MEDICINA COMPLEMENTARE

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OMEGA 3, GINKO BILOBA, POLICOSANOLO, GUGGUL E LIEVITO ROSSO SONO EFFICACI NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI, DELL’ ALZHEIMER, DELL’IPERCOLESTEROLEMIA.

di Aldo Ercoli

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Per i cardiologi e tutti gli altri medici è importante conoscere l’uso della medicina complementare e alternativa il cui utilizzo è aumentato del 30-40% nelle ultime decadi. Ciò anche per le potenziali interazioni di alcune terapie alternative con i trattamenti cardiovascolari tradizionali.

Inizio dagli acidi grassi omega3 che possono derivare sia da vegetali (soia, semi di lino, noci) che da fonti animali (“olio di pesce”). Le tipiche fonti di quest’ultimi sono il salmone, le aringhe, lo sgombro, le sardine, le acciughe ed il tonno. Che siano efficaci nella prevenzione delle malattie cardiovascolari dubbi non ve ne sono. Gli Eschimesi consumano una dieta molto grassa (si cibano soprattutto di balene, con un’elevata componente di acidi grassi omega-3). Pur mangiando di tanti grassi presentano un profilo lipidico (trigliceridi, colesterolo) migliore e più basse percentuali di malattia coronarica. Vi sono stati negli anni 80 tre studi epidemiologici di follow-up che hanno dimostrato una minore mortalità per cardiopatia nei soggetti che mangiavano pesce almeno una volta a settimana. Ben altri 15 studi prospettivi di coorte hanno evidenziato una marcata protezione riguardo allo scompenso cardiaco cronico ed un minor numero di decessi nell’infarto del miocardio. L’assunzione dell’olio di pesce comporta una più lenta progressione aterosclerotica soprattutto a livello coronarico. Lo studio Gissi-Prevenzione condotta su 5666 pazienti post infartuali che assumevano 1 grammo al giorno di omega-3 ha mostrato una riduzione del 45% di morti improvvise e del 20% in tutte le cause di decesso. La riduzione della morte improvvisa osservata in molti studi fa sospettare un effetto antiaritmico diretto. A ciò va aggiunto che alte dosi di questi integratori alimentari determinano una riduzione della aggregazione piastrinica e un lieve abbassamento della pressione arteriosa. Altre ipotesi riguarda a questi effetti benefici sono un aumento della produzione di ossido nitrico (effetto protettivo nell’aterosclerosi) e un effetto antinfiammatorio (stabilità della placca coronarica). L’America Heart Association (di cui faccia parte dagli anni 90) raccomanda il consumo di due pasti di pesce (specie quello grasso) a settimana quale dieta salva-cuore.

Parliamo ora del Ginko biloba il rimedio erboristico più acquistato nel mondo occidentale (in Usa le vendite superano i 150 milioni di dollari), I suoi benefici? E’ stata documentata una inibizione del fattore di attivazione piastrinica e una diminuzione sia della viscosità del sangue che della resistenza vascolare. Per tali motivi è utilizzato nel trattamento dei problemi della memoria e nella prevenzione della malattia di Alzheimer. Utile anche nelle vertigini dei soggetti anziani su base circolatoria cerebrale.
Nello “claudicatio intermittens” gli studi clinici, pur contrastanti tra di loro, sono alquanto discutibili riguardo all’efficacia. Bisogna fare attenzione nell’associare il ginko con i farmacianticoagulanti (eparina, dicumarolo, clopigrel etc) perché aumentano il rischio di sanguinamento. L’estratto della foglia del ginko inibendo i fattori piastrinici può incrementare sanguinamenti spontanei e soprattutto quelli post-traumatici. Effetti collaterali della pianta sono cefalea, vertigini, reazioni cutanee e disturbi gastrointestinali. Per quanto concerne il Policosanolo (presenti sia nel mais che in altri vegetali) va detto che è stato molto studiato nelle dislipidemie. Dopo 6-8 settimane di utilizzo si è riscontrata una riduzione del 15% del colesterolo totale e del 20-30% di quello “cattivo” (LDL). I benefici di un trattamento di circa tre mesi permangono per tutto un anno. Il policosanolo è in grado di inibire in modo significativo la suscettibilità delle LDL alla perossidazione dei lipidi. Nei soggetti con ipercolesterolemia di lieve grado (fino a 230 mg) oltre alla indispensabile dieta antilipidica è consigliabile questo composto naturale in alternativa ai farmaci a base di statine. La dose di 5 mg/die può essere aumentata fino a 20 mg al giorno. Gli effetti collaterali non sono affatto frequenti (perdita di peso, cefalea, poliuria). Sempre in tema di displipidemia un effetto ipoglicemizzante è stato riscontrato anche nel Guggul, una sostanza derivata dall’albero della mirra in India. Si pensa che agisca bloccando un recettore nelle cellule del fegato portando ad un accentuato metabolismo del colesterolo e quindi al suo smaltimento. Sembra però che il prodotto pur diminuendo il colesterolo totale e LDL del 15-20% comporti anche una diminuzione del colesterolo “buono” (HDL).
Termino con il lievito rosso del riso (Monoscus purpurens) uno degli alimenti principali in Estremo Oriente. La monacolina K (lovastatina) contenuto nel prodotto erboristico agisce come inibitore della HMG – CoA reduttasi. Studi multicentrici hanno dimostrato una diminuzione del colesterolo totale del 16,4%, del colesterolo LDL del 21% e dei trigliceridi del 25%. Pochi e non seri gli effetti collaterali, praticamente gli stessi del policosanolo, solo se associati alle statine di sintesi possono portare a dolori muscolari fino alla rabdiomiolisi.