Ladispoli, lavoratore ATA: lettera al sindaco Grando

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sindaco

Egr. sig. Sindaco,

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avrei potuto sottoscrivere la presente in rappresentanza di un’organizzazione sindacale, ma preferisco evitare premesse e contrasti ideologici e, pertanto, la invio in qualità di lavoratore della scuola, per essere più preciso di assistente amministrativo in servizio presso l’Istituto Comprensivo “C. Melone” di Ladispoli.

Come a sua conoscenza, l’epidemia o per meglio dire la pandemia causata dal Covid-19, a tutti più noto come Coronavis, oramai da alcune settimane ha creato una situazione di allerta e le disposizioni governative che giornalmente si susseguono, hanno interessato anche i lavoratori del comparto scuola. Ovviamente alunni, docenti e dirigenti sono rimasti a casa, mentre per il personale ATA stiamo assistendo all’ennesimo “scaricabarile” (rimpallo delle competenze), che pone in capo ai dirigenti scolastici l’onere del “da farsi”.

Si parla di smart working e forse il ministro, ma anche quei politici che stanno approfittando di questa situazione per fare sciacallaggio e populismo puro, “come se fino all’altro ieri fossero vissuti su un altro pianeta”, non siano ben a conoscenza che detta modalità lavorativa può essere applicata solo se sussistono alcuni requisiti; tra questi è imprescindibile che i lavoratori debbano essere dotati della strumentazione necessaria a svolgere detto lavoro (pc, internet, ecc.). e mi chiedo chi dovrebbe fornire detta documentazione: forse l’Amministrazione?

Per non parlare dei programmi su cui lavorano ancora troppe Istituzioni Scolastiche, ncora ben lontani da essere utilizzati con collegamenti in remoto.

Ma per bypassare questa problematica è sufficiente che il lavoratore chieda di poter espleare la propria attività lavorativa in modalità smart working ed “in barba” a tutte le normative in materia di sicurezza sul lavoro, ecco che “alea iacta est” (il dado è tratto) e “tutti” abbiamo la coscienza pulita

Mi scuso per questo breve ma doveroso preambolo, necessario per meglio chiarire a chi legge la presente le motivazioni ma soprattutto la necessità della stessa.

Le succitate disposizioni del governo, prevedono che i luoghi di lavoro debbano essere sanificati e nella scuola dove presto servizio, tutti si sono attivti al fine di effettuare “una sorta di pulizia approfondita”, anche se in assenza di specifici prodotti o utilizzando quelli “rimediati alla meglio”.

Insomma tutti si sono impegnati a pulire alla meno peggio, ma questo non basta.

Richiamo la Sua attenzione sul significato di sanificazione, ben specificato dal vigente dettato normativo, di cui a titolo esemplificativo ma non esaustivo, cito il D.M. 274/1997, che ne evidenzia la netta diversità con la pulizia e la disinfezione (nonché la maggiore ampiezza o completezza).

Tale incombenza è posta in capo al Comune che, da quanto a mia conoscenza ed in palese violazione di tutte le disposizioni ministeriali, sembrerebbe che a tutt’oggi non abbia ancora provveduto!!!!!

Ovviamente in quanto sopra si ravvede una situazione di “maggiore ed ulteriore esposizione” ai rischi di contagio da Covid-19, per il personale che essendo inserito nei turni, deve garantire la propria presenza in istituto.

In considerazione di quanto sopra, La invito ad adempiere a quanto previsto dalle vigenti disposizioni governative “al più presto”, avventendo che in difetto o in caso lo scrivente ed i propri colleghi (e familiari) dovessero risultare positivi al virus Covid-19, ritenendoLa responsabile, sarò costretto ad adire le vie legali.

A disposizione per eventuali ed ulteriori necessità è gradita l’occasione per inviare distinti saluti.

Un lavoratore