Ladispoli, 10 agosto: la piazza triste

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Vai in scena lo street food a Piazza Rossellini un grande recinto.

Nel rispetto delle parole di Draghi a Ladispoli l’evento clou di agosto, lo street food in piazza Rossellini, è divenuto il centro della discriminazione. Gli stand chiusi in un recinto fatto di transenne con ingresso all’area in entrambi i lati presidiato dalla polizia penitenziaria (almeno così era scritto sulle magliette) e dai volontari della Misericordia.

Il loro compito era quello di chiedere il green pass ai cittadini desiderosi di gustare le varie specialità italiane proposte stasera a Ladispoli. Tanti seduti ai tavoli, e alla porta d’accesso: cellulari alla mano pronti ad esibire il lasciapassare. Mascherine, pure se all’aperto. Ma lo spettacolo era fuori: qualche faccia delusa, qualcuno si è accontentato di guardare da fuori l’evento, sentire il profumo della brace, la musica, l’odore di birra. Proprio come ha detto Salvini in Tv “non tocchiamo agosto agli italiani” aspettiamo settembre per le mazzate, quelle vere.

Si vive anche senza il cibo da piazza ma la tristezza suscitata dallo spettacolo andato in scena oggi, 10 agosto 2021, non sarà facile da mandare via per gli animi sensibili transitati per il centro di Ladispoli, per coloro che colgono l’aspetto tragico e grave del fatto. L’Italia buia finora solo raccontata: la discriminazione autorizzata. Applicare una norma politica come quella in vigore dal 6 agosto nel Paese.

Saranno rimasti soddisfatti tutti coloro che alla notizia dell’impennata di contagi invocavano l’annullamento di qualsivoglia attività in programma? Erano già partite le polemiche verso l’amministrazione comunale, come i numeri salgono e qualcuno si ammala la responsabilità viene attribuita al sindaco.
Oppure, chi possiede la verità in tasca stasera sarà rimasto deluso dall’impeccabile gestione dell’evento? Erano tanti e vicini, come la settimana passata, ma tutti muniti di tessera verde. I cittadini “potenzialmente pericolosi” fuori dal recinto. Neanche troppo vicini, un impiegato con garbo chiedeva di non appoggiarsi alle transenne e di mantenere la giusta distanza.
C’era anche chi, per umanità è stato disponibile a concedere l’acquisto di cibo alle spalle, passandolo tra un buco e l’altro, quasi furtivamente. Il bello delle feste paesane.